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Senso e conoscenza

nelle scienze criminali

Saverio Fortunato

Edizioni Libreria Colacchi

 

Viviamo in un’epoca ipertecnologica e frenetica, dove è richiesto sempre meno lo sforzo di esercitare il pensiero critico. Siamo tutti sedotti dal fascino delle tecnologie, condizionati dalle culture del sospetto, del dominio, del controllo. del possesso, dell’insicurezza, con tutte le complicazioni, subculturali o patologiche. che da ciò derivano: difficoltà ad immaginare il proprio futuro, vecchie e nuove fobie, ansia, stress, paranoia, vuoto di sé. stupidità divagante.

Intere generazioni si sono ormai abituate a ricorrere all’uso del telecomando, sempre a portata di mano, dove lo sforzo più critico del pensiero è quello d’indovinare qual è il bottone giusto da pigiare. Giovani, il cui linguaggio, influenzato dai mass media. dai video games e dalle crisi interpersonali, è sempre più sintetico, freddo, sganciato dalla realtà reale e persino dalla semantica e dalla sintassi.

La semiotica pone questo inquietante interrogativo: i giovani, nel futuro prossimo. riusciranno a pensare in modo autonomo per più di 30 secondi, l'equivalente della durata di uno spot?