| TORNA ALLA HOMEPAGE |
|
|
|
|
|
|
|
IL GAZZETTINO Bassano 6-12-2009 Bullismo , c’è ma non si dice Piaga di ignoranza nella crescita civile Un fenomeno semisommerso ma molto presente. I ragazzi ne parlano, i docenti lo conoscono bene perché il bullismo negli ultimi vent’anni è stato analizzato e studiato, mentre si diffondeva. Una tara che accompagna la crescita scolastica dei ragazzi. Il “male di vivere” a scuola tra visibilità e
fragilità personale Nelle relazioni tra
coetanei spesso si nasconde una cultura di violenza che si liquida con un “Fatti
valere! O “Non badarci, cosa vuoi che sia” Sonia Rossi La scuola, palestra di vita, nasconde nel suo tessuto di relazioni tra coetanei una cultura di violenza che spesso si liquida con un·”Fatti valere!” o “Non badarci, cosa vuoi che sia!”. Le sfide più grandi che i giovani devono affrontare non sono tanto le interrogazioni o gli esami, ma i processi di inserimento nel gruppo dei coetanei e l’intreccio di relazioni con gli adulti. Il “diritto di cittadinanza”, di essere accolti e valorizzati, è talora pagato a caro prezzo. Chi non è nel gruppo dominante può diventare vittima. Il bullo usa la forza, non solo fisica ma anche verbale, e pressioni psicologiche. Attacca i soggetti più vulnerabili, ma sempre più spesso chi si dimostra un “bravo alunno” è preso di mira e così anche i ragazzi “diversi” proprio per il loro alto livello di prestazione sono isolati o presi di mira e tali atti mettono a dura prova la loro voglia di essere elementi trainanti per il gruppo. Il modello negativo, l’antieroe, il ‘forte” in senso darwiniano spesso è il leader e gli altri ragazzi, per .aura o desiderio di omologazione, le emulano i comportamenti o comunque accettano passivamente la situazione” .Ma cosa vogliono i bulli? Sono ragazzi intelligenti ma fragili che manifestano un eccessivo desiderio di visibilità e attuano strategie primitive per sopraffare, emergere, vincere, esserci. Sempre più infatti “vince” il comportamento eccessivo che porta ad essere. ‘visti”; “notati” dai pari. Basta entrare nei social network per capire quanta confusione ci sia tra i ragazzi e quanta voglia di essere visibili: si aderisce a tutte le iniziative virtuali, si entra in tutti i gruppi, si firma ogni petizione, si dà voce ad ogni emozione in modo pubblico. Voglio esserci: questo gridano! E non vi è differenza di genere se non nelle modalità. “Quando un tipo simpatico prende di mira un altro tutti poi vanno lì e fanno lo stesso – afferma una ragazza e aggiunge – quando però sono le donne che decidono di escludere qualcuno è peggio, perché non la sfiorano fisicamente, semplicemente non ti parlano e tu senti che parlano di te, ma loro fanno finta di niente, poi si inventano canzoni su di te e barzellette. Penso che sia peggio il bullismo femminile rispetto a quello maschile. Un sistema di valori che sta cedendo? Forse è proprio questo sistema che va ripristinato attraverso l’intervento didattico in classe.
Eppure su 85 studenti 19 si dichiarano “vittime” Alle medie Serena Bonan Se dirigenti di elementari, medie e superiori, sono concordi nel lire che pur presentandosi qualche caso di bullismo la situazione è sotto controllo, i ragazzi delle medie non sembrano essere dello stesso parere. Da un sondaggio compiuto tra 85 studenti delle scuole secondarie di primo grado, è emerso che 19 di loro sono o sono stati vittime di bullismo, 43 sostengono di avere assistito a degli atti di bullismo nei confronti di compagni più deboli, 5 ammettono di avere tenuto in qualche occasione tenuto un comportamento da “bullo”. In 8 dei casi esaminati le vittime non erano italiane: ‘Prendono sempre in giro un mio compagno di classe perché è straniero”, racconta un alunno di prima. “Mi insultano perché vengo dalla Romania”, spiega una ragazza di seconda. “I ragazzi ‘ stranieri vengono sempre insultati e presi in giro da coloro che si credono più forti e grandi”, riferisce uno studente di terza. I ragazzi che frequentano le scuole medie non hanno dubbi: la vittima ideale è una persona debole, timida e indifesa. “Prendono sempre in giro gli sfigati e quelli che hanno qualche difetto fisico”, racconta un alunno di terza. Sembra che i bulli i si accaniscano sulle persone , più giovani o su quelle esili e basse di statura. Due ragazzi di terza riferiscono: “Quando eravamo in prima, quelli di terza volevano l’unica panchina presente in cortile e, se noi ci sedevamo lì, ci prendevano a botte”. 11 alunni ritengono che la vittima ideale sia una persona intelligente che a scuola ottiene sempre buoni risultati. “C’è un ragazzo che chiede sempre ad un compagno li fare i compiti al posto suo e se non glieli fa lo prende a botte”, riferisce uno degli intervistati. Alle superiori Serena Bonan Niente bullismo alle superiori, o almeno questo è quanto riferiscono gli studenti. Gabriele frequenta la prima all’Istituto Einaudi e spiega: Ormai siamo maturati, a scuola non ci sono mai atti di bullismo. In autobus c’è sempre tanto caos, ma non accade niente di grave”. “Io non ho mai visto nulla di strano. Vengono usati molti soprannomi, quello sì, ma solo per scherzare”, aggiunge Paulo. Gli studenti sembrano voler sottolineare che a scuola .la situazione è tranquilla, forse per mantenere una certa distanza dai fatti più gravi riportati dai telegiornali: “Alcune persone che conosco mi hanno parlato di prepotenze rivolte ai ragazzi di prima”, riferisce Luana, che frequenta la terza Remondini. Ma niente di grave”, si affretta a precisare. “Soprannomi, scherzi e battute ci sono sempre, ma sono solo giochi. Non c’è mai uno preso di mira, mai un gruppo contro una persona, piuttosto tutti contro tutti. In altre scuole sento che accadono cose più gravi, ma non da noi. Siamo molto controllati e, non si sa come, i professori sono sempre al corrente di qualsiasi cosa!”, racconta Stefano, iscritto al quarto anno dell‘Istituto Parolini. Stupisce che nessuno degli intervistati sia coinvolto: “Sento parlare di tersone prese di mira, ma nelle altre classi, non nella mia” hanno detto in molti. |