TORNA ALLA HOMEPAGE

 

 

 

 

IL MESSAGGERO

del 1 gennaio 2010

Ministero di Giustizia e nuova ingiustizia

  

Il Ministero di Giustizia continua ad esercitare il suo potere con una “grande discrezionalità”.

Dal 1978 ha degli psicologi convenzionati (circa 480) che guadagnano 13 euro all’ora, a cui non viene riconosciuta né ferie, né malattia e si chiede loro di esprimere una valutazione circa l’idoneità a misure alternative al carcere dei detenuti.

Per fare questo il Ministero di Giustizia concede circa mezz’ora all’anno per detenuto.

Non è necessario capire che rendono impossibili valutazioni scientifiche anche approssimative, ma cosa importa… al di là delle dichiarazioni mediatiche il carcere non porta voti ed è di interesse residuale.

Si continua a suicidarsi ed a morire, spesso senza capire perché (meglio non saperlo!).

I detenuti stanno aumentando, sono circa 60.000 e le risorse sono sempre meno.

La giustificazione è che non ci sono soldi, che lo stato italiano è in deficit etc etc., un ritornello che noi italiani conosciamo bene.

Sappiamo anche bene che tali affermazioni valgono solo per alcuni, ad esempio il Ministero di Giustizia che concede poche ore e pochi soldi agli psicologi penitenziari, che lavorano da più di 30 anni con l’amministrazione, ha trovato improvvisamente dei cospicui finanziamenti per seguire i detenuti in misura alternativa e udite udite ha licenziato gli psicologi già convenzionati ed ha messo al loro posto nuovi colleghi, senza selezione e in modo “molto discrezionale”.

Chi sono, perché loro, quali sono i parametri che hanno portato a questa scelta? Noi psicologi penitenziari abbiamo fatto istanza di accesso agli atti, fateci capire perché dopo trent’anni ci ”rottamate”… e pur essendo supportati da una legge (L.241/1980), non è arrivata nessuna risposta, in cui spiegano perché stanno facendo tutto questo.

Vi assicuro che di fronte a tale situazione in cui istituzioni statali possono agire così, tranquillamente senza doversi neppure giustificare mi intimorisce come cittadina.

È democrazia?

E noi cittadini siamo totalmente impotenti verso ogni decisione dello stato. Credo che noi italiani dovremo rialzare la testa e dire ora basta, basta veramente!

 

Carla Fineschi

psicologa penitenziaria