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IL MESSAGGERO del 1 gennaio 2010 Ministero di
Giustizia e nuova ingiustizia Il Ministero
di Giustizia continua ad esercitare il suo potere con una “grande
discrezionalità”. Dal
Per fare questo il
Ministero di Giustizia concede
circa mezz’ora all’anno per
detenuto. Non è necessario capire che rendono impossibili valutazioni
scientifiche anche approssimative, ma cosa importa… al di là delle dichiarazioni
mediatiche il carcere non porta voti ed è di interesse residuale. Si continua a suicidarsi ed a morire, spesso senza capire
perché (meglio non saperlo!). I detenuti stanno aumentando, sono circa 60.000 e le risorse
sono sempre meno. La giustificazione è che non ci sono soldi, che lo stato
italiano è in deficit etc etc., un ritornello che noi italiani conosciamo bene. Sappiamo anche bene che tali affermazioni valgono solo per
alcuni, ad esempio il Ministero di Giustizia che concede poche ore e pochi soldi
agli psicologi penitenziari, che lavorano da più di 30 anni con
l’amministrazione, ha trovato improvvisamente dei cospicui finanziamenti per
seguire i detenuti in misura alternativa e udite udite ha licenziato gli
psicologi già convenzionati ed ha messo al loro posto nuovi colleghi, senza
selezione e in modo “molto discrezionale”. Chi sono, perché loro, quali sono i parametri che hanno
portato a questa scelta? Noi psicologi penitenziari abbiamo fatto istanza di
accesso agli atti, fateci capire perché dopo trent’anni ci ”rottamate”… e pur
essendo supportati da una legge (L.241/1980), non è arrivata nessuna risposta,
in cui spiegano perché stanno facendo tutto questo. Vi assicuro che di fronte a tale situazione in cui istituzioni
statali possono agire così, tranquillamente senza doversi neppure giustificare
mi intimorisce come cittadina. È democrazia? E noi cittadini siamo totalmente impotenti verso ogni
decisione dello stato. Credo che noi italiani dovremo rialzare la testa e dire
ora basta, basta veramente! Carla Fineschi psicologa penitenziaria |