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La Repubblica del 8 giugno
Texas:
"Fossa comune con 30 morti"
Poi la
smentita: era solo un falso allarme Premessa del
Centro falsi abusi Questo è uno dei tanti articoli che crea una psicosi
collettiva e uno sgomento generale quando si parla di bambini scomparsi o di
pedofilia. Sarebbe demagogico pensare che queste cose non accadano, purtroppo
anche queste vicende sono una componente della nostra esistenza, ed è squallido
che tanti che si dichiarano persone di buon senso si adoperino a creare un
procurato allarme sociale pur di ottenere visibilità e un interesse economico
dalla diffusione di notizie false o tendenziose. È sufficiente rammentare, per
esempio, che il fenomeno della pedofilia fino a qualche anno fa non destava
alcun allarme, solo dopo la proclamazione di una legge in difesa dei minori e
una sperequazione di risorse finanziarie ha assunto una dimensione
sproporzionata, tale per cui oggigiorno la libertà individuale è compromessa da
una semplice dichiarazione di una madre che affermi che il suo piccolo le
avrebbe riferito che “un giorno…” per
scatenare la caccia a dei colpevoli. E stante l’orientamento filosofico della
giustizia sulle dichiarazioni “de relato”,
secondo la quale sostiene che una genitrice ha le capacità di leggere nella
mente del proprio figlio e distinguere la verità dalla menzogna, un qualsiasi
soggetto, da un istante all’altro, si ritrova con la libertà compromessa e/o
violentato da chi lo dovrebbe difendere. Se poi associano alle informazioni infondate dei media,
dichiarazioni di soggetti appartenenti ad associazioni (Onlus) o trasmissioni
televisive che cercano solo audience, divulgando notizie altrettanto tendenziose
che la pedofilia è strettamente legata alle sette, senza la pur minima
conoscenza della storia settaria, il supporto di ricerche scientifiche e la
raccolta di dati statistici ufficiali, il gioco è bello che confezionato. Allora
sorge spontanea la domanda, leggendo l’articolo in calce, ma noi veramente
difendiamo l’infanzia o è un mezzo strumentale per raggiungere i nostri
personali interessi? Non siamo esseri spregevoli quando ci proclamiamo difensori
delle vittime di pedofilia e nel contempo perdoniamo e difendiamo coloro che
hanno ammesso la detenzione di materiale pedopornografico? Non siamo disdicevoli
quando ci arroghiamo il diritto di sentenziare che un minore è stato violentato
sessualmente senza prove irrefutabili? Non siamo meschini quando dalla nostra
posizione autoritaria ci plagiamo di essere dei moralizzatori della società
utilizzando inferenze illogiche, poste a motivazione di sentenze di condanna o
assoluzione? *****
L'annuncio del macabro ritrovamento dei corpi di 30 bambini smembrati e sepolti
fa tremare al pensiero del Killer Clown, che 40 anni fa uccise 33 ragazzini. Poi
il dietrofront delle autorità: "Nessun ritrovamento, era una pista falsa"
Le auto della polizia sul luogo del presunto ritrovamento
NEW YORK
- Il fantasma di John
Wayne Gacy, il “Killer Clown” che quarant'anni fa violentò, uccise e seppellì
nel giardino di casa 33 poveri ragazzini è tornato prepotentemente ad
affacciarsi nella notte d'America. Decine e decine di cadaveri ritrovati in un
cimitero in una fossa vicino a una casa di Hardin, Liberty County, nel cuore del
cuore del Texas. Questa, almeno, la notizia che era stata lanciata da una tv
locale. “Sono più di trenta i corpi finora ritrovati, molti bambini”. Una
notizia agghiacciante rimbalzata di media in media e finita anche sul sito del
New York Times. Una scena dell'orrore che
si sarebbe presentata agli uomini dello sceriffo di Liberty County accorsi in
quell'abitazione all'incrocio delle County Roads 2048 e 2049: improvvisamente
richiamati da una misteriosissima fonte che aveva segretamente avvertito di
affacciarsi in quell'angolo di campagna.
Ad aggiungere mistero al mistero la
testimonianza di una ragazza. Avrebbe 16 anni e direbbe di aver lasciato da
appena una settimana quella casa che adesso già sembra maledetta. Tra gli
occupanti ci sarebbe stata una sua amica che lì viveva con il fidanzato. Ma in
quella casa ci sarebbero stati anche altri occupanti che avrebbero resistito
agli agenti che chiedevano di ispezionare Ma a una conferenza
stampa prima lo sceriffo nega il ritrovamento dei cadaveri: “Non abbiamo nessuna
prova, stiamo continuando a cercare”. Poi arriva la conferma definitiva da parte
del giudice della contea di Liberty, Craig McNair. Era un falso allarme, come è
stato possibile? Dal momento in cui è
stata diffusa la notizia, per ore si sono susseguite voci contrastanti: secondo
l'Houston Chronicle l'invito a cercare i cadaveri sepolti sarebbe arrivato da
una specie di veggente. Un'altra testimonianza avrebbe parlato di sangue
ritrovato su una porta dell'abitazione. A un certo punto è saltato fuori anche
il nome di un tizio, Joe Bankson, uno dei proprietari della casa. “Non ho ucciso
nessuno - ha provato a scherzare Joe - e malgrado abbia anche un sacco di amici
non ho aiutato mai nessuno a seppellire cadaveri”.
La ricerca è proseguita in un'altra
intersezione di strade: uno di quelle migliaia di 'crossroads' - secondo la
tradizione frequentati dal diavolo - che hanno fatto la storia dei misteri del
Sud. "Cercate all'incrocio tra Hull e Diasetta". Una quindicina di poliziotti si
sono lanciati fin lì: le telecamere delle tv a riprendere Sospiro di sollievo? Il
fantasma di John Wayne Gace fa troppo paura per essere rimosso: quel clown buono
e famoso per le sue iniziative di carità che nascondeva quel segreto incredibile
dietro la sua abitazione. Nulla deve essere lasciato intentato: non si può
vivere con il sospetto dell'orrore. Anche quando a dare l'allarme è un veggente
dalla vista fortunatamente mica tanto lunga. |