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LA PEDOFILOFOBIA COLPISCE GLI U.S.A. E LA BRITISH AIRWAYS

 

Pubblichiamo due articoli ritrovati su internet in data 19 gennaio 2010 sulla pedofilofobia che dilaga ovunque, quasi fosse una pestilenza in nome di una falsa e ipocrita difesa dei bambini.

Qualsiasi azione intrapresa in difesa dei minori è giustificata, anche quando vi potrebbero essere delle indebite azioni che vengono giustificate come atti di buonafede nell’ascolto dell’infante in seno ai Tribunali.

Oltretutto, quando vi è qualcuno che osa denunciare le ingiustizie, si incontra sempre qualche Procura solerte (clicca qui) che si impegna a rinviare a giudizio la critica, anche dinanzi a fatti asseverati e di interesse collettivo, alterando i capoversi per sostenere l’accusa.

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 Giornalettismo

www giornalettismo.com

del 19 gennaio 2010

 Orchi, imbecilli e ipocriti a caccia di lolite

  

Prima di fare una foto ad un bambino è meglio pensarci bene perché premere il pericoloso tasto del telefonino o il play della videocamera può significare comprarsi un biglietto di sola andata per l’inferno. O per la gloria. Dipende dai punti di vista.

Chissà se Marissa Miller[i] si sarà pentita di aver premuto quel tasto maledetto durante un party tra dodicenni nel 2006. Oggi si trova in più di qualche guaio perché, non si sa bene[ii] come, la foto di una delle sue amichette – in topless o coperta da un reggiseno troppo poco casto – è finita sui telefonini dei compagni di scuola. Oggi Marissa ha sedici anni e si trova a dover rispondere dell’accusa di molestie sessuali, soprattutto per aver rifiutato di partecipare assieme ai genitori ad un corso di rieducazione dal titolo che avrebbe fatto felici molti dei nostri concittadini: “Essere adolescenti oggi”. Così, per aver sdegnosamente respinto l’offerta di essere edotta sulle insidie nascoste nella funzione “camera” del cellulare e sulle differenze tra burla e pedofilia, è destinata a diventare una delle prime imputate americane di “sexting”[iii]”, ovvero del reato collegato allo scambio materiale sessualmente esplicito per via elettronica.

Il pubblico ministero, un altro che da noi farebbe fortuna, sembra convinto delle sue ragioni e non molla. “Le immagini” – secondo lui – “sono indubbiamente pornografiche perché sono state diffuse con lo scopo di stimolare sessualmente i destinatari e, per questo motivo, potrebbero essere di grande interesse per i molestatori di bambini”. Geniale.

AMARCORD – Forse è capitato solo a chi scrive, ma i party scolastici di qualche decennio fa non erano tutti più moralmente corretti. Niente di che, specie per la categoria “nerds”[iv] alla quale chi scrive è sempre stato iscritto con rammarico. Tuttavia in più di un’occasione è capitato di aver consegnato ad una dinosaurica Kodak una sfilata di chiappe e di averle esibite in modo anche sessualmente esplicito, vale a dire senza la meritoria opera di un tecnologico mutandaio[v] incaricato di coprire le pudendae con Photoshop. Altri tempi: allora non c’erano i telefonini e quelle rarità fotografiche purtroppo saranno andate perdute per sempre. Eppure, ripensandoci, è andata di lusso perché qualcuna la scattai anch’io e, l’avessi fatta oggi e l’avessi fatta vedere a qualche amico, probabilmente scriverei dai Piombi[vi] veneziani. Magari quel corso è anche una buona idea, però a qualche seminario di aggiornamento dovrebbe partecipare anche lo ieratico accusatore perché nel mondo succedono tante cose brutte e non bisogna nemmeno[vii] andare a caccia di cellulari per trovarle. Basta cercare in giro.

ANATEMA – È chiaro che nessuno si sogna di negare che il mondo sia abitato anche da soggetti con inclinazioni sessuali non esattamente accettabili come “gusti personali”. Di gente che ama eccessivamente l’infanzia ce n’è, ce n’è sempre stata e sempre ce ne sarà per cui tenere occhi aperti e orecchie tese in sé è comunque raccomandabile. Però la sensazione che si tenda ad amplificare ad arte quando ci va di mezzo la tecnologia e tutta questa libertà di trovare e scambiare informazioni rimane. Anche perché, se vale la tesi del prosecutor della Pennsylvania e dei moltissimi savonarola sparsi per il globo, allora dovremmo cominciare a rivedere un sacco di cose che a, a prima vista, oggi sono considerate normali. Oddio, non sempre. Come accade a Trento dal 2008, dove fotografare e riprendere i bambini nelle piscine della provincia è vietato[viii]: «Ma come facciamo a sapere se chi filma è realmente un genitore? Se vedo uno che fotografa un bambino come faccio a sapere quali sono le sue reali intenzioni? Chi mi garantisce che non sia un pedofilo? Come posso prevedere se verrà fatto un uso privato delle immagini? E se finisce nel filmato anche un altro bambino, un soggetto indifeso che non è assolutamente in grado fare valere i propri diritti?» Lodevole zelo. Ma vogliamo scommettere che non fanno a nessuno gli esami del sangue per sapere se i frequentatori degli impianti hanno l’epatite?

PERICOLI OVUNQUE – Se questa è la moda del millennio, o meglio, se il modo di neutralizzare gli orchi che sbavano dietro ai bambini è l’applicazione della presunzione di colpevolezza per chiunque, allora il lavoro bisogna anche farlo bene perché è facile prendersela con le esuberanze di una sedicenne, ma è meno agevole imporre pari dura intransigenza ovunque vi sia la possibilità. Vogliamo parlare, per fare un esempio, dei concorsi di bellezza riservati ai bambini? Soltanto negli USA ce ne sono più di 500 all’anno e quello che succede lì dentro si potrebbe considerare quanto meno controverso. Per rendersene conto basterebbe guardare la televisione o cercare sul sempre prolifico Youtube[ix] le serie “Toddlers and Tiaras” (in Italia trasmesso da Discovery Real Time col titolo “Little Miss America”). Topless non se ne trovano, ma da dire ce ne sarebbe a bizzeffe. Eppure, non risultano procedimenti a carico dei genitori imbecilli che si gingillano coi loro giocattolini di carne né ci si pone il problema degli effetti che queste piccole barbies conciate loro malgrado da zoccole possono avere sugli ormoni dei pedofili. E niente corsi di recupero o vesti stracciate per le insidie del web.

Certo, qualche polemica, ma rigorosamente confinata nel dibattito aulico sui metodi di allevamento della prole. E si potrebbe continuare con le agenzie specializzate nel casting, affollate da madri frustrate, disposte a molto – forse a troppo – e frequentate anche da non si sa chi. Magari dai boss di Vodafone Romania che hanno individuato in questo bambino il testimonial a cui affidare un messaggio di capitale importanza: “Alcune cose funzionano fino ad una certa età per cui fai del tuo meglio fin che sei giovane”. Il video è riportato sopra: ognuno si faccia la sua opinione. E le istituzioni non son da meno: dal Servizio Sanitario Britannico indirizza alle scolaresche di Sua Maestà un libello[x] nel quale si afferma che un orgasmo al giorno toglie il medico di torno al Governo rumeno che, per condannare la scarsa moralità della televisione, ti fa uno spot con una ragazzina che scimmiotta le lap dancers in[xi] metropolitana. Poi sono quelle come Marissa il problema.

UN PIZZICO DI IPOCRISIA – Se i ragazzini sono costantemente assediati da tutta questa gente – genitori cretini, moralisti da due soldi e pseudo progressisti in cerca di medaglie – c’è da essere soddisfatti che si limitino a fotografarsi e a riprendere le proprie evoluzioni sessuali coi loro telefonini. In età scolare certi entusiasmi vissuti in modo un tantino rude sono sicuramente la cosa più normale che accade in un mondo che sul delicato tema dell’abuso e della pedofilia ha perso completamente la tramontana. E l’hanno persa proprio coloro ai quali è affidato il timone della loro educazione. Non è un caso, infatti, che tutte le volte che ci si trova di fronte a casi come quello della scemetta americana, si finisce per fare dei protagonisti dei piccoli criminali o si strepita sui pericoli della tecnologia. E quando si perde la capacità di distinguere uno scherzo del cazzo da un abuso in nome del “tutti colpevoli” finisce che la colpa non è mai di nessuno. E in questo gran casino, si può stare sicuri che mentre gli imbecilli e i moralisti si strappano i capelli, nella terra di nessuno godono soprattutto gli orchi. E la colpa sappiamo benissimo di chi sia.

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 Tratto dal sito

www .blitzquotidiano.it

del 19 gennaio 2010 - Cronaca estera

  

Seduto accanto a bimbo?

British Airways: “Si sposti” e lui li denuncia

  

Secondo la politica anti-pedofilia made in B. A.

 Per la British Airways era un potenziale pedofilo, ma il passeggero ha denunciato la compagnia. La “colpa” di Mirko Fisher, manager, è stata quella di sedersi accanto a un bambino di dodici anni.

Secondo la politica anti-pedofilia della compagnia di bandiera inglese un uomo adulto non può occupare un posto accanto a un minore non accompagnato per evitare abusi. L’uomo in questione però voleva semplicemente il sedile vicino al finestrino e rimanere nella stessa fila della moglie incinta.

Steward e hostess della compagnia lo hanno rimproverato a più riprese, minacciando di non partire se non avesse cambiato posto. Risultato? Fisher si è spostato, ma la British Airways si è beccata una denuncia per diffamazione.

«Mi sono sentito un delinquente davanti agli altri passeggeri e chissà cosa avrà pensato il bambino. Con questa norma etichettano tutti gli uomini come pedofili e perversi.

I viaggiatori innocenti sono pubblicamente umiliati», ha spiegato l’esperto di finanza.

«Inoltre statisticamente è più probabile che i bambini ricevano offese e violenze all’interno delle mura domestiche che non nello spazio ristretto di un aereo», ha proseguito.

Per la sentenza bisognerà aspettare il mese prossimo, ma se la corte accoglierà le ragioni di Fisher la compagnia dovrà non solo risarcirlo, ma cambiare anche il regolamento.

 


[i] Marissa Miller: http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/wire/sns-ap-us-sexting-lawsuit,0,778976.story

[ii] Image: http://wcexaminer.com/cfs-filesystemfile.ashx/__key/CommunityServer.Components.UserFiles/00.00.00.21.21.Examiner+Apr+1+2009/millercentral.jpg

[iii] sexting: http://en.wikipedia.org/wiki/Sexting

[iv] nerds: http://it.wikipedia.org/wiki/Nerd

[v] mutandaio: http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Veronese

[vi] Piombi: http://it.wikipedia.org/wiki/Piombi

[vii] Image: http://yanks-masturbation.com/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/2c2d4_seemygf-sexting-f05.jpg

[viii] vietato: http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_03/trento_vietato_fotografare_figli_c15c1e88-612d-11dd-ab06-00144f02aabc.shtml

[ix] Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=XxHHBUgDGq4

[x] un libello: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/education/article6689953.ece

[xi] Image: http://1.bp.blogspot.com/_4OYGjUrdllo/SDjP_RHRlJI/AAAAAAAADXc/mO8oWJFGxr4/s320/orc.jpg