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Affaritaliani.it

del 13 aprile 2011 a cura della redazione

 

 

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Rinviata a giudizio la mamma di Federico Aldrovandi:

"Diffamò la pm"

 

 

 

"Per aver detto e scritto che il fascicolo del primo pubblico ministero Maria Emanuela Guerra era praticamente vuoto a 4 mesi dalla morte di Federico Aldrovandi, sono stati rinviati a giudizio per diffamazione dal tribunale di Mantova, la mamma del ragazzo, il direttore e due giornalisti della Nuova Ferrara. Il processo è fissato al 1 marzo 2012. Il magistrato ha chiesto un risarcimento di un milione e mezzo di euro". Patrizia Moretti, la mamma di Federico, il diciottenne morto il 25 settembre 2005 durante un intervento della polizia, andrà dunque alla sbarra per aver criticato l'operato della procura, che non riusciva a trovare la via d'uscita per la morte assurda di suo figlio.

 

"Confesso che ho pianto di rabbia e dispiacere - dice Patrizia -, non me l’aspettavo. In questa battaglia per la verità sulla morte di Federico, che ha avuto un primo e parziale riconoscimento, abbiamo sempre usato l’arma della civiltà e del rispetto. Ora mi vogliono processare per aver detto semplicemente quello che è agli atti del processo e nelle motivazioni della sentenza di primo grado del giudice Francesco Maria Caruso".

Eppure, non fosse stato per la sua ostinazione di madre, forse le indagini sulla fine di Federico Aldrovandi si sarebbero impantanate in quell’incredibile versione ufficiale per cui il ragazzo era deceduto in seguito all’assunzione di droghe, durante un controllo di polizia particolarmente movimentato. Invece Patrizia Moretti non si arrese, aprì un blog che attirò l’attenzione di tutta l’Italia sulla vicenda e di fatto riuscì a imprimere una svolta decisiva all’inchiesta: quattro poliziotti furono poi condannati in primo grado per eccesso colposo in omicidio colposo del giovane 18enne, morto per le botte prese mentre era ammanettato a terra. Non solo, lo Stato ha riconosciuto alla famiglia un risarcimento danni da due milioni di euro in cambio dell’impegno a non costituirsi parte civile.

Insieme alla mamma di Federico sono stati rinviati a giudizio il direttore della Nuova Ferrara Paolo Boldrini e due redattori del quotidiano ferrarese. Agli atti figurano praticamente tutti gli articoli pubblicati dal quotidiano, che fanno riferimento al ruolo del magistrato nella vicenda che il 25 settembre 2005 portò alla morte del diciottenne Federico, durante un controllo di Polizia. Quattro agenti della questura di Ferrara sono stati condannati a 3 anni e sei mesi per eccesso in omicidio colposo".