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CORRIERE DELLA SERA.IT

del 24 maggio a cura della redazione

 

 

i fondi erano stati donati a favore dei bambini dei Paesi poveri

Edoardo Costa indagato per truffa

ai danni dei bambini africani

 

 

Premessa del Centro Falsi Abusi

“Molte volte leggiamo sui quotidiani truffe a danno di bambini da sedicenti associazioni che si professano difensori dei minori o protettori delle vittime di abuso sessuale, palesandosi delle Onlus senza fini di lucro.

Teniamo a precisare che in campo fiscale è da tempo in atto una forte polemica sulle organizzazioni di utilità sociale su cui le Istituzioni elargiscono fondi considerevoli di decine e decine di miglia di euro in difesa dell’infanzia, che poi, in realtà, se si solleva il tappeto ci si accorge che altro non è che una forma per il sostentamento di un reddito di pseudo-volontari. Certamente non si può generalizzare, ma il fatto è che la Guardia di Finanza dovrebbe porre maggiore attenzione al cosiddetto terzo settore (il quale da più anni si sostiene che dopotutto è poco trasparente), e questa notizia riportata in calce è solo una piccola punta del sommerso che si nasconde dietro a fatiscenti attività di che cosa non si sa. Un esempio recente di cui si è venuti a conoscenza è quello delle iniziative di prevenzione che vengono fatte nelle scuole di ogni ordine e grado contro la pedofilia, attraverso opuscoli scopiazzati da culture diverse di altri paesi, che hanno dimostrato la loro negatività nel prevenire una violazione della libera autodeterminazione sessuale di un minore. Ciò si è verificato anche nelle Istituzioni pubbliche nel violare certi comportamenti, che se commessi da un qualsiasi cittadino poco ci manca che venga condannato all’ergastolo, per poi scoprire (dopo la condanna) che la madre, a seguito di una pubblicazione delle sue affermazioni, le ha ritenute “come false”. Ovvero leggere casi in cui delle adolescenti, dopo aver partecipato a un corso di prevenzione (organizzato e finanziato da Enti pubblici), hanno denunciato un insegnante, che a loro dire, il suo comportamento era consono a quello di un pedofilo. Oppure assistere a delle Onlus che si professano difensori di vittime di pedofilia, ma nello stesso tempo si sono dimostrate solidali con i pedofili che hanno patteggiato la pena per la detenzione di una quantità consistente di materiale pedopornografico”.

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L'ex protagonista di «Vivere» si sarebbe appropriato di circa 570 mila euro versati in beneficenza

 

 

MILANO - Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti dell'attore Edoardo Costa, già protagonista della soap opera «Vivere». L'attore è accusato di truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale e uso di atto falso. Secondo il pm di Milano Bruna Albertini, si sarebbe appropriato di circa 570 mila euro versati in beneficenza alla associazione a favore dei bambini dei Paesi poveri da lui fondata, C.I.A.K.. Secondo la ricostruzione dei finanzieri, l'associazione benefica avrebbe destinato realmente allo scopo dichiarato solo una piccola percentuale del denaro raccolto: dei circa 650mila euro raccolti, solo 80mila sarebbero stati destinati all'assistenza dei bambini. Per gli investigatori la cifra raccolta potrebbe anche essere «molto superiore, poiché non è stato possibile quantificare tutto il denaro drenato nel corso dei vari eventi. Questo perché nella maggior parte dei casi la onlus raccoglieva denaro contante, di difficile tracciabilità».

I LIBRI FOTOGRAFICI - Sono stati inoltre sottoposti a sequestro 7.325 libri fotografici, relativi ai progetti benefici promossi dall'associazione, le cui spese di realizzazione sono state pagate utilizzando denaro proveniente dalle oblazioni di aziende o privati cittadini. L'attività investigativa è nata dopo alcuni servizi televisivi di «Striscia la Notizia» e «Italian Job», in cui si avanzavano dubbi sulle somme raccolte in occasione di eventi e serate di beneficenza. L'inchiesta, nata nel 2008 in seguito alle denunce andate in onda in tv, si riproponeva di verificare se le somme raccolte in occasione di eventi e serate di beneficenza, attraverso la C.I.A.K., l'associazione senza scopo di lucro, fondata e presieduta dallo stesso attore, fossero state effettivamente destinate alle attività progettuali pubblicizzate in favore di soggetti bisognosi: in particolare aiutare i bambini dei Paesi più poveri nel mondo, ai quali però secondo investigatori e inquirenti, sarebbe arrivato ben poco di questo denaro. Costa, che ora rischia il processo, è così indagato per truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale e uso di atto falso.