ATTO
CAMERA
INTERPELLANZA
2/00630
Dati di presentazione
dell’atto
Legislatura:
15
Seduta di annuncio:
178
del 27/06/2007
Firmatari
Primo firmatario:
LUCCHESE FRANCESCO PAOLO
Gruppo:
UDC (UNIONE
DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI
CENTRO)
Data firma:
27/06/2007
Destinatari
Ministero
destinatario:
ü
MINISTERO DELLA
GIUSTIZIA
ü
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
- POLITICHE PER LA FAMIGLIA
ü
MINISTERO DELLA PUBBLICA
ISTRUZIONE
ü
MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a
rispondere: MINISTERO DELLA
GIUSTIZIA delegato in data
27/06/2007
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera
Interpellanza
2-00630 presentata da
FRANCESCO PAOLO
LUCCHESE
mercoledì 27 giugno
2007 nella seduta n. 178
Il sottoscritto chiede
di interpellare il Ministro della giustizia, il
Ministro per le politiche per la famiglia, il
Ministro della pubblica istruzione, il Ministro
della salute, per sapere
-
premesso che:
-
sempre più fatti
di recente cronaca giudiziaria dimostrano come
Giudici e
pubblici Ministeri fanno sempre più
affidamento alle
opinioni,
perizie e conclusioni di psicologi e psichiatri
con l’assunto che grazie alla loro conoscenza
sia possibile determinare la colpevolezza o
l’innocenza di una persona (vedi casi Cogne,
pedofilia a Brescia, pedofilia a Milano, Rignano
Flaminio eccetera) senza che queste perizie
secondo l’interpellante possano considerarsi
prove concrete come dovrebbe essere in un giusto
processo;
· lo
stesso sistema, cioè l’uso di perizie psicologiche e
psichiatriche usate a quel che consta
all’interpellante come uniche prove, determina le
decisioni del Tribunale dei Minori nell’adottare il
provvedimento con la formula “urgente e provvisorio”
per l’allontanamento dei minori dalle famiglie,
diventano gli unici riscontri in fase iniziale per
cause di pedofilia: queste perizie si basano secondo
l’interpellante
non
su riscontri oggettivi, come nel caso della
criminologia, ma su
opinioni
degli psicologi e psichiatri;
·
mentre in Italia è
chiaro a tutti che per opere d’ingegneria occorre
l’ingegnere, non lo è, invece, per la criminologia;
posto che ad occuparsi di crimini non è il
criminologo clinico (figura specializzata con corso
triennale post-laurea comprendente 22 esami più la
tesi di specializzazione, oltre la laurea
quadriennale del percorso vecchio ordinamento), ma
lo psicologo, lo psichiatra, l’assistente sociale,
eccetera. La laurea (in psicologia, medicina,
giurisprudenza, lettere o filosofia) era la
condizione necessaria per accedere allo studio di
criminologia clinica ma insufficiente per potersi
occupare di crimine. Abolendo tale specializzazione
si è lasciato campo libero a professioni (psicologi
e psichiatri) che hanno la pretesa di essere
esperti, pretesa mai suffragata da fatti concreti:
v
il numero di bambini
sottratti alle famiglie e dati in affidamento alle
comunità alloggio oscilla tra i 23.000 e i 28.000
con un costo per la comunità di miliardi di euro,
senza contare l’indotto in termini di necessità di
assistenti sociali, spazi protetti, psicologi e
neuropsichiatri infantili;
v
molti genitori, se
vogliono rivedere i loro figli, si devono sottoporre
a trattamenti psicologici prolungati ed estenuanti
con il ricatto morale di non rivedere più il loro
figlio;
v
quale sia l’entità dei
bambini sotto tutela dei servizi sociali e collocati
in comunità alloggio o in affido;
v
quale sia il numero di
comunità-alloggio distribuite sul territorio
italiano e la loro capacità ricettiva;
v
quale sia l’entità dei
soldi erogati dai Comuni, Province, Regioni e Stato
per il mantenimento dei bambini nelle comunità
alloggio;
v
quale sia il tempo medio
del procedimento ablativo;
v
quale sia il numero di
bambini che torna nelle famiglie di origine dopo
essere stato allontanato;
v
perché si siano chiuse
le scuole di specializzazione
post-lauream
in criminologia clinica presso le facoltà di
medicina e se si intenda ripristinare;
v
come mai dietro le
cattedre di criminologia in Italia, anziché
criminologi clinici, siedano quasi tutti psichiatri;
v
perché anziché
promuovere specialisti di criminologia di alto
livello si favorisca la nascita di “corsi fast-food”,
senza rendersi conto che il crimine ed i criminali
si aggiornano anche con le tecnologie, mentre le
figure che si occupano del crimine in Italia
(psicologi, psichiatri, assistenti sociali)
non hanno
conoscenze ermeneutiche, epistemologiche e
scientifiche.
(2-00630)«Lucchese».