SUI FALSI ABUSI ALL'INFANZIA
La
fabbrica dello stigma
di
Saverio Fortunato
(specialista in criminologia clinica)
Il tema del sospetto
nell'abuso all'infanzia non dovrebbe essere di
competenza degli psicologi né degli psichiatra, senza il
supporto del criminologo clinico. Ognuno dovrebbe fare
il proprio mestiere, tanto per cominciare. L'ingegnere
dovrebbe occuparsi d'ingegneria, lo psicologo di psiche,
lo psichiatra di cura e il criminologo clinico di
crimini, appunto!
Nei tribunali non
si deve curare nessuno, ma spiegare al giudice quanto
richiede nel quesito.
Non si dovrebbe
entrare nel tribunale come periti senza avere una
competenza criminologica.
Non si può dedurre
da quattro disegni o con due metafore psicoanalitiche o
psichiatriche l'abuso e distruggere la vita delle
persone come se tutto fosse normale o, peggio
ancora, "scientifico".
I mass-media poi,
sono accecati dal cinismo implicito alla loro natura,
fanno cassetta sulle disgrazie altrui, vendono copie
strillando la colpevolezza e non l'innocenza. I
telespettatori del crimine sono consumatori del
processo-spettacolo, che ostentano la loro morbosità
alla ricerca dei dettagli anche morbosi, giacché si
tratta di soggetti solitari, spioni recidivi e cultori
della regressione; attenti a cogliere ogni notizia, per
introiettarla e poi proiettarla sull'Altro, come
tentativo di esorcizzare le proprie paure ed insicurezze
(se l'Altro è il mostro allora il male è "lì", fuori da
essi).
La macchina dello
stigma, che inizia con l'iscrizione nel registro degli
indagati e poi subito la notizia rimbalza sempre sui
mass-media, scambia l'avviso di garanzia con la condanna
e così la vita di una persona è distrutta in 24 ore,
quanto dura la tiratura di un quotidiano. A nessuno
importerà più se il sospettato, poi imputato, sarà
assolto, giacché lo spazio ed il risalto dato alla
colpevolezza non è pari a quello dato all'innocenza. Ma
questa fabbrica dello stigma è un fenomeno sociale
patologico e, a sua volta, fonte di patologie poiché il
tutto è vissuto nella società come un fenomeno "normale"
e nell'aula dei tribunali come perizie "scientifiche".