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Gulotta, docente di Psicologia giuridica: la paura è irrazionale
e i bambini
sono
involontariamente indotti a dire quello che le madri temono e le
psicologhe
si
aspettano Tanta confusione giova ai veri colpevoli
«Ma così si fa il gioco dei veri
pedofili»
Il sospetto
colpisce sacerdoti stimati ed educatori con decenni di
professionalità:
il pericolo è
che si creino fantasmi
Non nego
che tra gli insegnanti, siano religiosi o laici, soprattutto
maschi, possano talvolta avvenire casi di seduzione nei
confronti dei bambini. Devo registrare però una serie di casi
venuti alla luce nello stesso periodo e in zone d’Italia vicine
tra loro, in particolare Bergamo e Brescia. Poiché sono indotto
a escludere che gli abitanti di queste zone siano di per sé
particolarmente portati a questa attività, come sono altresì
indotto a credere che non siano solo qui inclini a scoperchiare
fatti altrove occultati, questa coincidenza deve indurre a
particolare cautela e senso critico». L’analisi è di Guglielmo
Gulotta, docente di Psicologia giuridica all’università di
Torino. Legale delle due suore di Gandino assolte giorni fa con
formula piena.
Si
può vedere dunque un disegno, un complotto?
Non un
disegno ma un contagio, una paura incontrollata e irrazionale,
un’“unzione” appunto. Tant’è che quando il giudice appura che il
fatto non sussiste, ovvero che non c’è stato alcun abuso, le
madri anziché rallegrarsi con sollievo si indignano, gridano
offese: un accanimento che sconcerta e lascia intravvedere una
tesi preconcetta, non una ricerca di verità. Un conto è un
fenomeno sociale e un conto è un problema sociale: esistono
problemi che non nascono da fenomeni sottostanti, per esempio le
streghe o gli untori, ma un problema sociale diventa tale quando
la folla lo decide. Se ho paura delle streghe le streghe
esisteranno, se degli untori gli untori si troveranno...
I
fatti di cronaca però dicono che la pedofilia purtroppo esiste
davvero.
La
pedofilia esiste, eccome, ma oggi rischia in talune enclave di
diventare un fenomeno di isteria collettiva. Basta un niente per
incorrere nell’accusa, e tanta confusione non può giovare che ai
veri pedofili, malati o viziosi che siano.
Come
possono mentire bambini di 3 o 4 anni che raccontano di abusi?
Come interpretare i loro racconti, nei casi in cui il reato in
realtà non sia mai avvenuto?
I
bambini vengono involontariamente interrogati in modo
suggestivo, specie dai genitori, con domande che già
contengono le risposte. Così sono portati a dire quello che le
madri temevano e le psicologhe si aspettavano, a confermare
una certezza preconcetta. Il passaggio successivo è il contagio
psicologico: una madre si convince per prima e monta le altre,
che a loro volta interrogano i bambini.
I
quali confermano anche se non è vero?
I quali
hanno 3 anni, non capiscono bene ciò che gli si chiede. Hai
ricevuto un bacino? Risposta: sì. Subito dopo: no. La madre
allora insiste finché il sì è definitivo e il bambino capisce
che era quello che si voleva da lui e per compiacerla
conferma... Dai video girati dai carabinieri durante gli
interrogatori di Gandino si vede che gli stessi bambini che
prima hanno annuito poi negano il tutto. Pensi che le due
religiose in primo grado erano state condannate a quasi dieci
anni di prigione per cose del genere.
Qual
è la scintilla iniziale in questi casi? Come inizia il sospetto?
Basta
una diceria, o un bimbo che ha qualche incubo. Il resto monta da
solo a causa delle forti ansie. Dovute anche ai media che
portano troppo in evidenza i fatti di cronaca. E che confondono
le cose, chiamando pedofilia anche ciò che non è patologia. Così
come diventa piromane (mania è malattia) chiunque appicchi un
fuoco anche per un interesse economico. Alla fine sembra che
dietro ogni angolo ci sia un pedofilo. Non è un caso che nelle
cause di separazione tra coniugi pulluli proprio tale accusa.
Ma
alla base c’è buona fede, almeno?
Sì, gli
untori erano “visti” spalmare unguenti pestiferi, la gente lo
credeva davvero. Paura e ignoranza hanno questo potere. La
pedofilia è la peste di oggi.
Infine come vede il sospetto cui, anche a causa dei fatti
statunitensi, è sottoposta parte del clero, quasi sempre suore e
preti stimati e da decenni educatori di altissima
professionalità?
Non si
può escludere che dei casi esistano. Ma proprio perché il
fenomeno è sommerso e sconosciuto, da una parte c’è il rischio
che venga sottovalutato, e dall’altra però che si creino dei
fantasmi. E oggi tra i pericoli sembra esserci anche questo. |