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IL PARERE DELL’ESPERTO - Guglielmo Gulotta

 

tratto dal quotidiano "Avvenire" dell'11 luglio 2004

Lucia Bellaspiga

 

Gulotta, docente di Psicologia giuridica: la paura è irrazionale e i bambini

sono involontariamente indotti a dire quello che le madri temono e le psicologhe

si aspettano Tanta confusione giova ai veri colpevoli

 

«Ma così si fa il gioco dei veri pedofili»

 

Il sospetto colpisce sacerdoti stimati ed educatori con decenni di professionalità:

 il pericolo è che si creino fantasmi

 

 

Non nego che tra gli insegnanti, siano religiosi o laici, soprattutto maschi, possano talvolta avvenire casi di seduzione nei confronti dei bambini. Devo registrare però una serie di casi venuti alla luce nello stesso periodo e in zone d’Italia vicine tra loro, in particolare Bergamo e Brescia. Poiché sono indotto a escludere che gli abitanti di queste zone siano di per sé particolarmente portati a questa attività, come sono altresì indotto a credere che non siano solo qui inclini a scoperchiare fatti altrove occultati, questa coincidenza deve indurre a particolare cautela e senso critico». L’analisi è di Guglielmo Gulotta, docente di Psicologia giuridica all’università di Torino. Legale delle due suore di Gandino assolte giorni fa con formula piena.

 

Si può vedere dunque un disegno, un complotto?

 

Non un disegno ma un contagio, una paura incontrollata e irrazionale, un’“unzione” appunto. Tant’è che quando il giudice appura che il fatto non sussiste, ovvero che non c’è stato alcun abuso, le madri anziché rallegrarsi con sollievo si indignano, gridano offese: un accanimento che sconcerta e lascia intravvedere una tesi preconcetta, non una ricerca di verità. Un conto è un fenomeno sociale e un conto è un problema sociale: esistono problemi che non nascono da fenomeni sottostanti, per esempio le streghe o gli untori, ma un problema sociale diventa tale quando la folla lo decide. Se ho paura delle streghe le streghe esisteranno, se degli untori gli untori si troveranno...

 

I fatti di cronaca però dicono che la pedofilia purtroppo esiste davvero.

 

La pedofilia esiste, eccome, ma oggi rischia in talune enclave di diventare un fenomeno di isteria collettiva. Basta un niente per incorrere nell’accusa, e tanta confusione non può giovare che ai veri pedofili, malati o viziosi che siano.

 

Come possono mentire bambini di 3 o 4 anni che raccontano di abusi? Come interpretare i loro racconti, nei casi in cui il reato in realtà non sia mai avvenuto?

 

I bambini vengono involontariamente interrogati in modo suggestivo, specie dai genitori, con domande che già contengono le risposte. Così sono portati a dire quello che le madri temevano e le psicologhe si aspettavano, a confermare una certezza preconcetta. Il passaggio successivo è il contagio psicologico: una madre si convince per prima e monta le altre, che a loro volta interrogano i bambini.

 

I quali confermano anche se non è vero?

 

I quali hanno 3 anni, non capiscono bene ciò che gli si chiede. Hai ricevuto un bacino? Risposta: sì. Subito dopo: no. La madre allora insiste finché il sì è definitivo e il bambino capisce che era quello che si voleva da lui e per compiacerla conferma... Dai video girati dai carabinieri durante gli interrogatori di Gandino si vede che gli stessi bambini che prima hanno annuito poi negano il tutto. Pensi che le due religiose in primo grado erano state condannate a quasi dieci anni di prigione per cose del genere.

 

Qual è la scintilla iniziale in questi casi? Come inizia il sospetto?

 

Basta una diceria, o un bimbo che ha qualche incubo. Il resto monta da solo a causa delle forti ansie. Dovute anche ai media che portano troppo in evidenza i fatti di cronaca. E che confondono le cose, chiamando pedofilia anche ciò che non è patologia. Così come diventa piromane (mania è malattia) chiunque appicchi un fuoco anche per un interesse economico. Alla fine sembra che dietro ogni angolo ci sia un pedofilo. Non è un caso che nelle cause di separazione tra coniugi pulluli proprio tale accusa.

 

Ma alla base c’è buona fede, almeno?

 

Sì, gli untori erano “visti” spalmare unguenti pestiferi, la gente lo credeva davvero. Paura e ignoranza hanno questo potere. La pedofilia è la peste di oggi.

 

Infine come vede il sospetto cui, anche a causa dei fatti statunitensi, è sottoposta parte del clero, quasi sempre suore e preti stimati e da decenni educatori di altissima professionalità?

 

Non si può escludere che dei casi esistano. Ma proprio perché il fenomeno è sommerso e sconosciuto, da una parte c’è il rischio che venga sottovalutato, e dall’altra però che si creino dei fantasmi. E oggi tra i pericoli sembra esserci anche questo.