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IL COMITATO "LIBERI NELLA VERITA'"

 

 

 

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PERCHE' UN COMITATO
I DOCUMENTI DEL COMITATO

 

Il comitato Liberi nella verità è nato a Brescia nel giugno del 2004 a seguito dei clamorosi sviluppi di una indagine giudiziaria per presunti casi di pedofilia iniziata nel gennaio del 2002 e che per progressiva contaminazione portava alla accusa di innumerevoli cittadini bresciani, con l'apertura di due processi e l'idea che la pedofilia rappresentasse un carattere distintivo delle scuole materne bresciane. Gli sviluppi dell'indagine portavano alla messa in accusa di insegnanti e bidelli e infine di tre sacerdoti con il diffuso sospetto di connivenze tra ricchi viziosi, autorità ecclesiastiche e autorità civili, genericamente denominati i 'poteri forti'.

                Un clamoroso caso di errore di indagine dunque, nato dal disagio di alcune madri, proiettato sulle figlie in età di asilo, con il sostegno di psicologhe esperte di abusi a cui hanno fatto seguito arresti, arresti domiciliari, apertura di processi, e prime ingiuste condanne. A questo si aggiunge la campagna di odio organizzata dall'associazione Prometeo con il sostegno di parti politiche moralizzatrici che hanno esercitato pressioni sulla stessa magistratura.

                Il Comitato si è dunque costituito con il desiderio di contrastare democraticamente e in modo non violento questa clamorosa caccia alle streghe. Il caso bresciano ha una portata unica  e resterà negli annali storici come una prova di come le emozioni non debbano mai prendere il posto della ragione e come la nostra società rischi ad ogni momento di piombare nei vicoli bui del fanatismo.

                La caratteristica particolare del Comitato, che raccoglie ormai un numero consistente di cittadini consapevoli, è quella di conoscere perfettamente, in modo analitico e documentato, la realtà dei fatti e di essere in grado di dimostralo a chiunque, apertamente.

                L'intenzione non è solo quella di difendere le persone innocenti condannate, ma anche quella di liberare le famiglie e i bambini in particolare, da un vero e proprio incubo. Molti di questi bambini, a due tre anni di distanza, sono ancora oggi sotto cura come se avessero subito veramente degli abusi; sappiamo anche con certezza che alcuni genitori stanno ancora oggi interrogando i loro bambini e sospettano ovunque la presenza di organizzazioni pedofile. Per questo è riduttivo e irrazionale definirci come innocentisti.

                Tramite il Centro documentazione falsi abusi sui minori è possibile contattare il Comitato Liberi nella Verità