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TGCOM
del 21 luglio 2007
Troppo povera, le tolgono il figlio
Trento, polemiche su decisione Tribunale
Le hanno tolto il
figlio appena nato perché
guadagnava troppo poco, circa 500 euro al mese. La decisione del
Tribunale per i minorenni di Trento, che ha avviato una
procedura di adottabilità, ha suscitato numerose polemiche. La vicenda è stata
denunciata da uno psicologo, consulente tecnico di parte del Tribunale, che
attacca il meccanismo con cui i giudici dei minori sospendono la potestà
genitoriale.
La giovane, senza problemi di tossicodipendenza e con un reddito mensile di 500
euro, nonostante le fosse stata proposta la sospensione della gravidanza, ha
scelto di partorire chiedendo un affido condiviso per il bimbo che
momentaneamente non sarebbe stato in grado di mantenere", raccconta Giuseppe
Raspadori.
"A questo punto però il Tribunale, senza interpellarla, ha dato avvio alla
procedura di adottabilità, levandole il figlio alla nascita". Solo dopo un mese
- prosegue Raspadori - la giovane si è potuta incontrare con il giudice, il
quale ha deciso di avviare una perizia sulle capacità genitoriali della madre.
"Una beffa, perché in questo modo la ragazza, cui è stato sottratto il diritto
di essere madre dal primo momento, rivedrà il proprio figlio solo dopo otto
mesi, con buona pace della fase primaria dell'attaccamento, con relativo
allattamento e svezzamento, e della giustizia per il minore".
Secondo l'esperto, "i procedimenti con cui il Tribunale dei minorenni separa i
bambini dalle madri in nome dell'incapacità genitoriale sono un abuso
scientifico". "L'affidamento a terzi di un minore è un'ipotesi che dovrebbe
essere perseguita per gravissimi ed eccezionali motivi" sottolinea Raspadori per
il quale il Tribunale dei minori, in nome della sacra difesa dei diritti dei
minori, toglie qualsiasi diritto e garanzia ai genitori. |