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CON UNA PERIZIA DI 45
MINUTI MI HANNO STRAPPATO
MIO FIGLIO
La denuncia: molti degli abusi in campo minorile hanno
origine da perizie psichiatriche soggettive Premessa Non si può non condividere la missiva che ci è pervenuta,
perché sempre più si assiste a sentenze che giustificano un dato evento sulla
base di impressioni psicologiche e psichiatriche in barba alle prove e alla
realtà fattuale. La giustizia sempre più avvinghiata alle pseudo scienze
umanistiche e ai guru che per capacità di mistificazione fanno breccia fra i
disinformati prospettando realtà e letteratura che non può essere condivisa.
Tale aspetto era già emerso sin dall’origine dei primi laboratori psicologici
del Anche nel libro di recente pubblicazione di Umberto Eco in “Il cimitero di Praga”, ambientato tra il 1860 al 1900, permaneva
allora come oggi lo stesso scetticismo sulle pratiche e studi psicologici e
psichiatrici, di cui riportiamo un brano:
“-Vedete, monsieur Simonini,
mi spiegava Bourru, il dottor Charcot sta studiando a fondo l'isteria, una forma
di nevrosi che si manifesta con varie reazioni psicomotorie, sensoriali e
vegetative. In passato era ritenuta fenomeno esclusivamente femminile, dovuta a
disturbi della funzione uterina, ma Charcot ha intuito che le manifestazioni
isteriche sono ugualmente diffuse nei due sessi, e possono comprendere paralisi,
epilessia, cecità o sordità, difficoltà a respirare, parlare, inghiottire.
- Il collega, interveniva
Burot, non ha ancora detto che Charcot pretende di aver messo a punto una
terapia che ne guarisce i sintomi.
- Stavo per arrivarvi,
rispondeva piccato Bourru, Charcot ha scelto la via dell'ipnotismo, che sino a
ieri era materia per ciarlatani come Mesmer. I pazienti, sottoposti a ipnosi,
dovrebbero rievocare episodi traumatici che sono all'origine dell'isteria, e
guarire col prenderne coscienza.
- E guariscono?
- Qui sta il punto, monsieur
Simonini, diceva Bourru. Per noi quello che spesso avviene alla Salpêtrière sa
più di teatro che di clinica psichiatrica. Intendiamoci, non per mettere in
questione le infallibili qualità diagnostiche del Maestro...
- Non per metterle in dubbio,
confermava Burot. È la tecnica dell'ipnotismo in sé che...
- Bourru e Burot mi hanno
spiegato i vari sistemi per ipnotizzare, da quelli ancora ciarlataneschi di tale
abate Faria (mi ha fatto rizzare le orecchie quel nome dumasiano, ma si sa che
Dumas saccheggiava cronache vere) a quelli ormai scientifici del dottor Braid,
un vero pioniere.
- Ormai, diceva Burot, i bravi
magnetizzatori seguono metodi più semplici.
- E più efficaci, precisava
Bourru. Davanti al malato si fa oscillare una medaglia o una chiave, dicendogli
di guardarle fissamente: nell'arco da uno a tre minuti le pupille del soggetto
hanno un movimento oscillatorio, il polso si abbassa, gli occhi si chiudono, il
volto esprime un senso di riposo e il . sonno può durare sino a venti minuti.
- Va detto, correggeva Burot,
che dipende dal soggetto, perché la magnetizzazione non dipende dalla
trasmissione di fluidi misteriosi (come voleva quel buffone di Mesmer) ma da
fenomeni di autosuggestione. E i santoni indiani ottengono lo stesso risultato
guardandosi attentamente la punta del naso o i monaci del monte Athos fissandosi
l'ombelico.
- Noi non crediamo granché a
queste forme di autosuggestione, aveva detto Burot, anche se non facciamo altro
che mettere in pratica intuizioni che erano state proprie di Charcot, prima che
cominciasse a prestare tanta fede all'ipnotismo. Ci stiamo occupando di casi di
variazione della personalità, cioè di pazienti che un giorno pensano di essere
una persona e un altro giorno un' altra, e le due personalità s'ignorano l'una
con l' altra. L’anno scorso è entrato nel nostro ospedale tale Louis.
- Caso interessante, aveva
precisato Bourru, accusava paralisi, anestesie, contratture, spasmi muscolari,
iperestesie, mutismo, irritazioni cutanee, emorragie, tosse, vomito, attacchi
epilettici, catatonia, sonnambulismo, ballo di san Vito, malformazioni del
linguaggio…
- Talora si credeva un cane,
aggiungeva Burot, o una locomotiva a vapore. E poi aveva allucinazioni
persecutorie, restrizione del campo visivo, allucinazioni gustative, olfattive e
visive, congestione polmonare pseudotubercolare, cefalee, mal di stomaco,
stitichezza, anoressia, bulimia e letargia, cleptomania ...
- Insomma, concludeva Bourru,
un quadro normale. Ora noi, invece di ricorrere all'ipnosi, abbiamo applicato
una sbarra d'acciaio sul braccio destro del malato ed ecco che ci è apparso come
per incanto un personaggio nuovo. Paralisi e insensibilità erano scomparse dal
lato destro per trasferirsi sul lato sinistro.
- Eravamo di fronte a un'
altra persona, precisava Burot, che non ricordava nulla di quello che era un
istante prima. In uno dei suoi stati Louis era astemio e nell'altro diventava
addirittura incline all'ubriachezza.
- Noti, diceva Bourru, che la
forza magnetica di una sostanza agisce anche a distanza. Per esempio, senza che
il soggetto, lo sappia si pone sotto la sua sedia una bottiglietta che contenga
una sostanza alcolica. In questo stato di sonnambulismo il soggetto mostrerà
tutti i sintomi dell'ubriachezza.
- Voi capite come le nostre
pratiche rispettino l'integrità psichica del paziente, concludeva Burot.
L'ipnotismo fa perdere conoscenza al soggetto, mentre con il magnetismo non vi è
commozione violenta su di un organo ma una carica progressiva dei plessi
nervosi.
- Ho tratto da quella
conversazione la persuasione che Bourru e Burot fossero due imbecilli che
tormentavano con sostanze urticanti dei poveri dementi, ed ero stato confortato,
nella mia persuasione vedendo il dottor Du Maurier, che seguiva quella
conversazione dal tavolo vicino, scuotere il capo più volte”. Il brano ci descrive una realtà che certamente non è mutata
nel tempo, fatte salve le ricerche condivise a livello internazionale. L’aspetto
inquietante è il trasferimento di responsabilità dai giudici ai “professionisti”
della salute mentale. Allora sorge un altro dubbio e cioè: se le scienze
psicologiche e psichiatriche hanno la capacità di determinare un profilo di
personalità dei genitori, tale per cui un bambino può essere sottratto dal
proprio nucleo familiare, perché, ad esempio, i magistrati, le forze
dell’ordine, gli psicologi, gli psichiatri, gli operatori dei servizi sociali…,
non vengono sottoposti periodicamente a perizia comportamentale e di personalità
per determinare l’idoneità al servizio pubblico e alla loro professione? Quello che oggi manca realmente, oltre l’umiltà, è la capacità
di sapere ascoltare, e per ascoltare ci si deve dedicare molto tempo. Oggigiorno
il tempo è concepito come fonte di denaro, perciò è evidente che la valutazione
di un comportamento, di una personalità…, pur essendo soggettiva, non gli si può
dedicare più di 45 minuti. Trento.
Oggi, tramite il suo legale, la mamma di un bambino trentino ha presentato una
denuncia all’ordine dei medici su uno psichiatra trentino per segnalare
l’assurda e superficiale perizia che ha fatto sì che il figlio di quattro anni
venisse strappato al nucleo famigliare in cui viveva con lei e altri tre
fratelli per essere assegnato al padre. Dopo che in primo grado il bambino era
stato assegnato alla madre, che vive in un’altra regione, Non
vogliamo entrare nel merito della correttezza del provvedimento del tribunale,
ma contestiamo l’eccessivo valore delle perizie psichiatriche soggettive. Come
più volte denunciato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani,
un genitore di fronte a psicologi e psichiatri può
ritrovarsi accusato di colpe mai commesse,
sulla base di opinioni soggettive proclamate o come parere “medico” o
“scientifico”. Tramite valutazioni soggettive e opinabili, psicologi e
psichiatri possono indurre il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti
drastici e drammatici. Nella maggioranza dei casi si è totalmente impotenti di
fronte a questo sistema, soprattutto se non si hanno dei mezzi economici. Quanto
sopra è stato espresso esemplarmente dal dottor Giuseppe Raspadori in una sua
relazione: “...quando ci addentriamo nel campo indefinito della psicologia, al
di fuori cioè di fattispecie certe di reato, quando noi decidiamo di valutare
modi, comportamenti, sentimenti, espressioni, collegate al carattere, a tratti
di personalità, a stati d’animo, a tutto quell’insieme, cioè, spesso
contraddittorio di ansie, paure, sicurezze, aspettative, gelosie, dipendenze,
orgogli, che compongono la psiche umana, noi entriamo inevitabilmente nel campo
della
discrezionalità.
La discrezionalità dei nostri valori, sentimenti, vissuti, visioni della vita, e
molto più semplicemente del nostro modo di amare e di crescere i figli. E quando
la discrezionalità delle valutazioni psicologiche si accompagna al potere di
irrorare il massimo della pena, la perdita di tuo figlio e la negazione di te
stessa, il rischio di passare dalla discrezionalità all’arbitrio è enorme, e
foriero di danni e drammi di molto maggiori di quelli che astrattamente si
dichiara di volere evitare. Dichiarare un genitore, ed in particolare una madre,
‘incapace’ e sottrargli i figli, ed oggi, assai frequentemente, l’unico figlio,
è lacerante ben più della galera, molto più vicino ad una pena di morte...”. Ecco che cosa ci ha raccontato la mamma che per tutelare i
figli non ha voluto rivelare pubblicamente la sua identità: “Sono una mamma di
quattro figli. Il più grande è un adolescente, il secondo frequenta le
elementari, il terzo ha 4 anni e l’ultimo figlio ha meno di un anno. Alcuni anni
fa ho lasciato il mio ex marito e in seguito ho iniziato una relazione con il
mio attuale compagno da cui ho avuto l’ultimo figlio. Non sono una mamma perfetta ma come tutte le mamme i miei
figli vengono prima di tutto. Non ho mai negato al padre la possibilità di
vedere suo figlio, aveva ampie possibilità di visita e poteva vederlo quando
voleva, ma purtroppo lui ha deciso di chiedere che il bambino vivesse con lui.
In primo grado il tribunale ha ritenuto che il terzo figlio dovesse restare con
la sua famiglia ma in appello il giudice ha chiesto una perizia psichiatrica. E
qui è iniziato il mio incubo. Gli psichiatri, uno nominato dal tribunale e uno
pagato dal mio ex marito, mi hanno visitato assieme. Nel corso della visita, che
è durata soltanto 45 minuti, avevo addirittura in braccio mio figlio appena
nato. Come possono due persone emettere una sentenza talmente negativa in così
poco tempo e in presenza di tante fonti di distrazione? Per amore di mio figlio non presenterò appello perché comunque
potrebbero passare anni e non vorrei strapparlo nuovamente alle sue amicizie e
abitudini nel caso in cui il giudice dovesse darmi ragione. Per fortuna,
nonostante la mia presunta malattia mentale (non ho mai visto uno psichiatra in
tutta la mia vita e sto crescendo amorevolmente altri 3 figli), il giudice mi
permette di vedere mio figlio nei fine settimana, e con la morte nel cuore
cercherò di accompagnarlo in questo cambiamento per fare in modo che sia
comunque felice e cresca bene. Ho deciso di presentare questa denuncia spinta da un senso di
giustizia, per evitare che altre mamme e papà possano subire quello che è
successo a me. Mi auguro che l’ordine possa accogliere questa mia denuncia per
garantire che i loro membri siano professionali e coscienziosi, soprattutto
quando devono decidere il futuro di un bambino.” Questa
non è l’unica segnalazione ricevuta dal Comitato dei Cittadini per i Diritti
Umani. Un papà ci ha persino riferito di essere stato visitato da uno psichiatra
trentino che in qualità di CTU si è presentato in pantaloncini corti e ciabatte.
Anche questo papà ha avuto il coraggio di denunciarlo. Al giorno d’oggi un
genitore rischia di perdere un figlio per uno schiaffo, perché ha dato un pugno
sul tavolo, perché non riesce a essere emotivamente vicino al figlio, perché è
troppo accuditivo e protettivo, perché un’amica della figlia ha fatto un disegno
osceno, ecc. Sono tutti esempi realmente accaduti. Abbiamo assegnato un potere
troppo grande a questi “esperti"
della vita che dall’alto del loro scanno possono decidere della nostra vita, in
base alle loro opinioni personali e soggettive senza un briciolo di
scientificità e di umiltà. È giunta l’ora di cambiare, di uscire dalla
discrezionalità delle perizie psichiatriche e psicologiche e di tornare alle
prove oggettive. Le perizie psichiatriche non dovrebbero più essere ammesse in
tribunale se non come mera opinione, e nessuna sentenza dovrebbe essere basata
su queste valutazioni. Paolo Roat Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus |