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Mercoledì 26 ottobre 2005
Protagonisti un padre, una madre, uno zio e una nonna. Presunte vittime, tre minori
Violenze sui bambini, assolti
In primo grado erano stati condannati a pene comprese tra 11 e 26 anni
TORINO - Dopo una condanna in primo grado, e quasi due anni tra carcere e arresti domiciliari, tre persone sono state assolte in appello, a Torino, dall'accusa di avere violentato tre bambini. Per un quarto imputato, la pena è stata ridotta da 26 a 14 anni di reclusione. I protagonisti di questa storia sono i componenti di una stessa, famiglia, e sono finiti sotto processo dopo le parole di una ragazza minorenne (oggi di 21 anni) che ne maggio del 2001 denunciò il padre e poi, nel giugno dell'anno successivo, anche la madre, la nonna e uno zio. Le indagini della Procura portarono a incriminare tutti per le violenze subite dalla ragazza e da due fratellini, tutti figli della coppia. In primo grado, il padre fu condannato a 26 anni, la madre 19 e la nonna e lo zio rispettivamente 11 anni e 3 mesi e 11 anni di carcere. E dopo la sentenza, scatto l'ordine di custodia cautelare; la nonna, per l'età avanzata e le sue precarie condizioni di salute, venne posta agli arresti domiciliari. In appello, gli avvocati difensori hanno fatto presente che la ragazza che aveva presentato denuncia non era stata interrogata al processo, ma solo durante le indagini, con la giustificazione che secondo i periti ne avrebbe avuto un "pregiudizio psicologico”. Per i difensori degli imputati tuttavia, le dichiarazioni raccolte in quel modo non erano sufficienti, e in appello hanno ottenuto ragione. L’unico condannato è rimasto così il padre dei tre bambini, per il quale le accuse della giovane figlia sono state giudicate dimostrate. Sia in primo che in secondo grado, a sostenere l'accusa sono stati i pubblici ministeri, Pierluigi Zanchetta e Livia Locci. |