IMMAGINI DI PEDOFILIA NEL PC, ASSOLTO
AVVOCATO
Tratto dal "Corriere di Romagna" dell'8 novembre 2005
RAVENNA, 8 novembre 2005 - Una vita
stravolta da una vicenda per certi versi “banale”, ma che potrebbe
capitare a molti. Materiale pornografico ricevuto a propria insaputa
via computer e che una volta visionato viene subito cancellato. Ma
che si va a “depositare” in una parte recondita dell’hard disk. Poi
un bel giorno il computer ha un guasto. Il proprietario, un
avvocato, si rivolge ad un centro di assistenza software, sapendo di
non aver nulla da nascondere. E invece i tecnici scoprono quelle
immagini “particolari” e segnalano la cosa alla Procura della
Repubblica.
E da quel giorno la vita di un avvocato improvvisamente cambia. S.M.
viene inscritto nel Registro degli indagati per pedofilia. E’
costretto ad abbandonare la propria città, il proprio studio, a dare
le dimissioni da assessore comunale e dall’attività di giudice di
pace. Ha avuto bisogno di riparare il computer e si trova al centro
di un’inchiesta per possesso di materiale pornografico con
minorenni. Nonostante la particolarità dell’indagine, viene subito
messo all’indice, diventa “l’avvocato col vizietto”. Di recente, a
distanza di poco meno di tre anni è stato assolto con formula piena
dal tribunale di Ancona - la sentenza è già passata in giudicato -,
giudice naturale competente vista l’attività di magistrato onorario
svolta dall’indagato. L’indagine avviata dal pm Gianluca Chiapponi
passò poi, per competenza, alla Procura della Repubblica del
capoluogo marchigiano e affidata al pubblico ministero Irene Bilotta.
“Dopo una verifica accuratissima - commenta il difensore, l’avvocato
Gabriele Bordoni di Bologna - si è giunti a una conclusione che
rispecchia quanto da noi sempre sostenuto”. Sono state effettuate
due perizie sull’hard disk del computer e sono stati visionati
videocassette e materiale cartaceo sequestrati in occasione della
perquisizione disposta dalla magistratura nello studio
dell’avvocato. Gli inquirenti trovarono video contenenti materiale
pornografico piuttosto datato, ancora in formato Super8, ma nulla di
pedopornografico. Ad eccezione di quelle immagini rimaste nella
memoria del computer. “Per le quali si è appurato - prosegue
l’avvocato Bordoni - che si tratta di materiale che il mio cliente
non aveva richiesto, né trattenuto. Semplicemente, dopo averne preso
visione suo malgrado, aveva provveduto ad eliminirlo”. Dall’esame
“spettrografico” dell’hard disk si era però visto che circa due mesi
prima aveva ricevuto quelle immagini, che poi erano rimaste in
memoria. Da lì le doverose verifiche. Da sempre impegnato in
politica, il legale era stato fino al ’99 assessore all’ambiente
nella giunta lughese. Al momento dell’inchiesta era assessore
all’Urbanistica in un comune vicino e svolgeva il ruolo di giudice
di pace a Portomaggiore nel Ferrarese. “E’ la fine di un incubo - ha
commentato tramite i propri legali - ora spero di poter ricominciare
a svolgere le mie attività e a recuperare una vita normale”.