| TORNA ALLA HOMEPAGE |
|
|
|
|
|
|
|
L’ECO DEL CHISONE del 24
febbraio 2010 di Lucia Sorbino
ASSOLTO
IL PADRE DENUNCIATO PER PEDOFILIA
Sentenza del Tribunale di Pinerolo:
il fatto non sussiste
A portarlo in giudizio, l'ex-moglie -
Una separazione intrisa di rancori e veleni
ORBASSANO - Assolto perché il fatto non sussiste. È finita così, nel pomeriggio
di lunedì 22 febbraio, la vicenda giudiziaria di un quarantenne orbassanese
denunciato dall'ex-moglie per molestie sessuali ai danni del figlio. Seconda
udienza in rito abbreviato, davanti al giudice di Pinerolo Alberto Giannone.
Assolto. Processo concluso. Ma tanti, pesanti, strascichi ancora aperti. Perché
se pure il giudice sentenzia che non hai abusato di suo figlio, l'ombra di
un'accusa tanto infamante resta. Te la porti appresso. Se la portano appresso i
tuoi famigliari, gli amici. In fondo in fondo, negli angoli più appartati delle
loro menti rimarrà il dubbio. E nei ricordi di quel bimbo rimarranno i volti e
le domande dei consulenti, dei giudici, della Polizia giudiziaria. Di tutta
quella pletora di figure che ruotano intorno ad ogni caso di abuso.
Vero
o presunto che sia.
Avrai
un bel dire che quella storia se l'era inventata la tua ex-moglie e che a tuo
figlio non hai mai rivolto carezze indecenti. Intanto restano quei due anni e
quattro mesi lontano dal ragazzino. Un padre cui il Tribunale dei minori ha
tolto la patria potestà. Fin dall'ottobre 2007, quando l'ex-moglie sporge
denuncia. Molestie. Gliele aveva confidate il suo bimbo, racconta la donna, a
giugno di quell'anno. Perché non rivolgersi subito agli inquirenti? Se lo è
chiesto, evidentemente, anche il giudice. Un lasso di tempo "sospetto", tanto
più che a settembre alla donna vengono liquidati 50mila euro per la separazione.
Una causa di divorzio ancora in corso, nell'ambito della quale è stato chiesto
un risarcimento danni da 100mila euro.
Intanto per Mario (nome di fantasia, come si usa dire) il processo penale si è
risolto con una vittoria. In carcere non era mai finito, si era sempre
dichiarato innocente e «tale è», si limita a dire il suo difensore,
l'avvocato torinese Pierfranco Bertolino. Un «povero padre tirato per i
capelli», in una vertigine di rancori pesantissimi, tradimenti più o meno
fondati, sostanziose rivendicazioni economiche.
Separazioni altamente conflittuali. Come ce ne sono mille. Con denunce usate
come bombe, in guerre senza esclusione di colpi, in cui piovono sospetti e
frecce avvelenate. Sul campo ci restano tutti. Ma soprattutto i più piccoli,
trasformati in strumenti di vendetta.
Non
sarà di sollievo a Mario sapere che, come scrive il criminologo milanese Luca
Steffenoni in "Presunto colpevole", «nella classifica degli abusatori di
minori si collocano, con un sorprendente 80 per cento, i padri separati
denunciati dall'ex-moglie in concomitanza o immediatamente dopo la richiesta di
divorzio».
Mario, insomma, è in "buona"
compagnia, ma ora ha altro a cui pensare. Dovrà, sempreché il Tribunale dei
minori revochi il suo provvedimento, provare a ricostruire il rapporto con quel
figlio che gli è stato tolto. Un "buco" di quasi due anni e mezzo. Lungo,
lunghissimo. Per fortuna il ragazzino non ha perso allegria e buon umore. Va
bene a scuola e non manifesta tensioni. Sarà anche per quello che Giannone non
ha ritenuto credibile il racconto della mamma. «Non commento - fa sapere
Mauro Anetrini, legale di parte civile -. Non commento mai le sentenze:
aspettiamo le motivazioni (il giudice si è riservato 60 giorni, ndr) per
proporre eventuale appello». |