Abusi sessuali su minori, i
propri figli in questo caso.
Un'accusa che ha portato alla condanna, oramai
definitiva visto che la cassazione giovedì 13 ha
rigettato il ricorso sulla condanna in appello, di
un operaio modenese di 49 anni. Ma ora il colpo di
scena: i ragazzi dicono di avere mentito perché
volevano tornare dalla loro madre.
Un probabile caso di
Sindrome da alienazione parentale che ricorda
quello, oramai famoso di
Alessandrab. in cui, nonostante la ritrattazione
della ragazza il padre presunto abusatore venne
condannato.
Caso molto discusso, in cui la pubblica accusa era
rappresentata da
Pietro Forno.
Cominciò tutto nel 1994 quando finisce la connivenza
tra l'uomo e la sua compagna. L'operaio ottiene
l'affidamento dei figli dal momento che la madre
viene giudicata inidonea come affidataria.
Al suo posto il Comune di Modena é nominato curatore
dei due minori che all'epoca hanno 5 e 3 anni.
Tra il padre ed i servizi inizia una forte
conflittualità che produce querele e controquerele
dovute al fatto che il primo ritiene di non ricevere
un'assistenza adeguata ai bisogni dei figli che
tuttavia crescono senza disagio.
Il Tribunale dei Minori impone al Comune di
introdurre la figura di un educatore che tuttavia
non arriverà mai.
Il 19 Aprile 2003 l'uomo querela un assistente
sociale e 3 giorni dopo lo stesso assistente
dichiara di avere raccolto dai ragazzi confidenze di
abuso sessuale, di violenza estreme subite dai
figli.
Il Pm Carlo Marzella (che
condusse anche l'inchiesta su Don Govoni assieme
al collega Claudiani) la ritiene fondata, anche
perché supportata da una perizia della psicologa
Anna Cavallini, e i figli vengono affidati alla
madre che prima era stata giudicata inidonea.
Da allora il rendimento scolastico dei ragazzi, che
fino ad allora era sempre buono, precipiterà.
I 3 gradi di giudizio si concluderanno con la
condanna dell'uomo a 6 anni.
Ma ora ecco il colpo di scena, con questa lettera si
potrebbe riaprire il tutto chiedendo la revisione
del processo.
Modena 13/11/2008
Noi sottoscritti xxxxx e xxxxx dichiariamo di non
aver mai ricevuto abusi sessuali nei maltrattamenti
da parte di nostro padre.
Abbiamo dichiarato il falso in età molto giovane a
scopo di collocare la nostra residenza a casa di
nostra madre xxxxxx
Queste dichiarazioni volevamo farle già da tempo ma
ci vergognavamo in quanto gli svolgimenti dei fatti
peggioravano sempre di più.
Credevamo che le nostre dichiarazioni sarebbero
state usate dai servizi sociali solo per la modifica
del decreto, invece ci siamo trovati in una
situazione per noi difficile da affrontare.
Attualmente siamo in ottimi rapporti con nostro
padre: spesso ceniamo insieme sia a casa che in
luoghi pubblici.
Nonostante l'avvocato Verna sia il nostro difensore
di parte civile abbiamo constatato che la
dichiarazione da lui deposta sul quotidiano "Il
Resto Del Carlino" é falsa.
Ci scusiamo sia all'accusa sia alla difesa per avere
fatto perdere tempo e denaro.
Chiediamo l'annullamento della sentenza di
Cassazione che condanna nostro padre a 6 anni
reclusione e al risarcimento danni.
In fede; .......
Seguono le firme dei due ragazzi.
FONTE: L'INFORMAZIONE del 13 Novembre 2008