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Dal blog "Il Giustiziere - La Fabbrica dei Mostri" del 21 novembre 2008

 

 

Modena - "Nostro Padre é innocente, abbiamo mentito"

 

Abusi sessuali su minori, i propri figli in questo caso.
Un'accusa che ha portato alla condanna, oramai definitiva visto che la cassazione giovedì 13 ha rigettato il ricorso sulla condanna in appello, di un operaio modenese di 49 anni. Ma ora il colpo di scena: i ragazzi dicono di avere mentito perché volevano tornare dalla loro madre.
Un probabile caso di Sindrome da alienazione parentale che ricorda quello, oramai famoso di Alessandrab. in cui, nonostante la ritrattazione della ragazza il padre presunto abusatore venne condannato.
Caso molto discusso, in cui la pubblica accusa era rappresentata da Pietro Forno.

Cominciò tutto nel 1994 quando finisce la connivenza tra l'uomo e la sua compagna. L'operaio ottiene l'affidamento dei figli dal momento che la madre viene giudicata inidonea come affidataria.
Al suo posto il Comune di Modena é nominato curatore dei due minori che all'epoca hanno 5 e 3 anni.
Tra il padre ed i servizi inizia una forte conflittualità che produce querele e controquerele dovute al fatto che il primo ritiene di non ricevere un'assistenza adeguata ai bisogni dei figli che tuttavia crescono senza disagio.
Il Tribunale dei Minori impone al Comune di introdurre la figura di un educatore che tuttavia non arriverà mai.
Il 19 Aprile 2003 l'uomo querela un assistente sociale e 3 giorni dopo lo stesso assistente dichiara di avere raccolto dai ragazzi confidenze di abuso sessuale, di violenza estreme subite dai figli.
Il Pm Carlo Marzella (che condusse anche l'inchiesta su Don Govoni assieme al collega Claudiani) la ritiene fondata, anche perché supportata da una perizia della psicologa Anna Cavallini, e i figli vengono affidati alla madre che prima era stata giudicata inidonea.
Da allora il rendimento scolastico dei ragazzi, che fino ad allora era sempre buono, precipiterà.
I 3 gradi di giudizio si concluderanno con la condanna dell'uomo a 6 anni.
Ma ora ecco il colpo di scena, con questa lettera si potrebbe riaprire il tutto chiedendo la revisione del processo.

Modena 13/11/2008

Noi sottoscritti xxxxx e xxxxx dichiariamo di non aver mai ricevuto abusi sessuali nei maltrattamenti da parte di nostro padre.
Abbiamo dichiarato il falso in età molto giovane a scopo di collocare la nostra residenza a casa di nostra madre xxxxxx
Queste dichiarazioni volevamo farle già da tempo ma ci vergognavamo in quanto gli svolgimenti dei fatti peggioravano sempre di più.
Credevamo che le nostre dichiarazioni sarebbero state usate dai servizi sociali solo per la modifica del decreto, invece ci siamo trovati in una situazione per noi difficile da affrontare.
Attualmente siamo in ottimi rapporti con nostro padre: spesso ceniamo insieme sia a casa che in luoghi pubblici.
Nonostante l'avvocato Verna sia il nostro difensore di parte civile abbiamo constatato che la dichiarazione da lui deposta sul quotidiano "Il Resto Del Carlino" é falsa.
Ci scusiamo sia all'accusa sia alla difesa per avere fatto perdere tempo e denaro.
Chiediamo l'annullamento della sentenza di Cassazione che condanna nostro padre a 6 anni reclusione e al risarcimento danni.

In fede; .......


Seguono le firme dei due ragazzi.

FONTE: L'INFORMAZIONE del 13 Novembre 2008