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Il Falso Abuso del caso VeronaAsilo Ponton Comunicato Stampa
Avv. Prof. Guglielmo Gulotta Oggi
la Corte d'appello di Venezia ha confermato la sentenza del Tribunale di Verona
che assolveva il responsabile di una cooperativa e i due insegnanti della scuola
materna accusati di avere molestato sessualmente sei bambini che frequentavano
lezioni di psicomotricità. Sono passati ormai quasi
sette anni da quando, nel maggio 2003, una mamma aveva ricevuto dalla sua
bambina di soli quattro anni quella che le appariva come una confidenza di abusi
subiti. Allarmata aveva trasmesso la propria preoccupazione ad altre mamme,
alcune delle quali interrogati i loro figli, anche nel cuore della notte,
avevano trovato conferma delle loro paure. Secondo il racconto delle madri i
bambini avrebbero subito abusi sessuali non solo all'interno dell'asilo ma anche
al di fuori, nel vicino Ospedale Psichiatrico e campo sportivo, accompagnati da
uno degli abusanti senza che altri insegnanti se ne accorgessero - a parte
un'insegnante imputata. Alcuni degli psicologi coinvolti successivamente per
valutare la credibilità e l'idoneità dei minori a testimoniare, avevano
confermata l'ipotesi dell'abuso. Per questo due degli imputati erano stati posti
agli arresti domiciliari. Il collegio difensivo
dell'imputato, insegnante di motricità, composto dall'Avv. Pro£. Guglielmo
Gulotta del Foro di Milano e dall'Avv. Francesco Delani del Foro di Verona, già
nel corso del processo avanti il tribunale di Verona era riuscito, con una
serrata difesa, a dimostrare l'infondatezza delle accuse, evidenziando come a
partire dalle preoccupazione delle mamme prima e dalle aspettative degli
psicologi si fosse costruito un fattoide, un fatto che non esiste ma appare
tale. Anche attraverso moderna tecnologia multimediale la difesa ha nuovamente illustrato e spiegato ai Giudici della Corte d'appello come si fossero costruite le accuse, come a partire dal primo sospetto i genitori si fossero influenzati reciprocamente attraverso domande suggestive alle quali i bambini avevano fornito risposte compiacenti. Si è trattato di un effetto
di contagio come quello che avveniva nei confronti degli untori e delle streghe. La Corte d'appello -
confermando la decisione del Tribunale di Verona ha ridato la dignità tanto
agognata ai tre imputati (gli altri due difesi dall'avv. Claudio Avesani e
dall'avv. Maria Anna Vacca), a tre giovani che in questi anni hanno dovuto, loro
malgrado, difendersi da pesanti accuse e sacrificare le loro vita. I difensori
si augurano che anche i genitori dei bambini che con caparbietà hanno cercato di
dimostrare che i loro bambini erano stati molestati, ora, con questa ulteriore
assoluzione, riescano a trovare un po' di pace e vivano la decisione della Corte
non come un'ingiustizia ma come la fine di un incubo per loro e per i loro
bambini, ormai diventati quasi adolescenti. Addì, 28 gennaio 2010 |