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A Bolzano la psicosi della pedofilia genera linciaggi
Questo caso "anomalo" di falso abuso su minore si è verificato a Bolzano, circa un anno fa, nell'estate 2007. Già all'epoca un nostro collaboratore ci segnalò l'episodio, trasmettendoci le pagine del giornale "Alto Adige" che riproduciamo di seguito. In breve, accade che un gesto di un extracomunitario verso un minore viene scambiato erroneamente dai genitori come un atto di tentato abuso. Nel quartiere la notizia si diffonde immediatamente, l'extracomunitario (46enne e padre di due figli) viene rintracciato. Parte, in conseguenza, il linciaggio. Solo l'intervento delle forze dell'ordine riesce a riportare la calma, anche se non riuscirà a salvare l'extracomunitario dalle lesioni e dall'ospedale. Immediate le scuse del sindaco e del capo della polizia nei confronti del malcapitato e l'assicurazione che a Bolzano non verranno mai più tollerate simili atti di inciviltà. L'inchiesta però continua, e dopo un anno i genitori ritenuti responsabili dell'aggressione vengono rinviati a giudizio, con la pesante accusa di minacce, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Di seguito diamo conto anche di questo sviluppo della vicenda.
L'episodio, che è stato interpretato dai media essenzialmente come un episodio di razzismo, non sfugge invece ad un'analisi più profonda: fatta salva la componente razziale (sulla quale il nostro Centro di Documentazione non esprime opinioni), non può sfuggire l'effetto evidente dell'amplificazione da parte dei media, nei confronti dell'opinione pubblica, del pericolo reale rappresentato dalla pedofilia. Un'amplificazione orchestrata ad arte anche numerose associazioni anti-pedofilia, spesso finanziate da contributi pubblici, che su questi temi creano il loro business. Mediante l'uso di accuse strumentali, di statistiche di dubbia provenienza e di una sorta di giustizialismo strisciante, passando attraverso semplificazioni e generalizzazioni non adatte a un tema così delicato, queste associazioni hanno creato i presupposti per trasformare il problema senz'altro grave della pedofilia in una sorta di emergenza sociale, della quale a Bolzano abbiamo potuto vedere alcuni frutti.
Non possiamo, inoltre, non notare l'utilizzo da parte degli avvocati difensori dei genitori dell'immancabile perizia psicologica sul minore, in questo caso pronta a certificare come il minore in oggetto sia stato talmente traumatizzato dal gesto dell'extracomunitario (e non, magari, dal pandemonio successivo generato dai genitori...) da subirne pesantemente le conseguenze per i mesi a venire. Ma sarà veramente così? Saranno i processi a dirlo. |
(16 settembre 2008)Linciaggio sfiorato, in cinque a processoMario Bertoldi
Vanno a giudizio quattro mamme. Un albanese fu salvato dalla polizia. Il drammatico episodio sarebbe stato causato da un incredibile equivoco. Il sesso non c’entrava Per il linciaggio sfiorato
nell’estate dello scorso anno nella zona di via Genova andranno sotto
processo in cinque. Il sostituto procuratore Markus Mayr ha disposto la
citazione diretta a giudizio a carico di Antonella Turetta di 38 anni,
Samantha Mionetto di 20 anni, Caterina Remolif di 43 anni, Deborah
Passafaro di 23 anni e di Silvano Tripodi di 59 anni. Si dovranno
difendere dall’accusa di aver bloccato e aggredito un albanese
sospettato di pedofilia.
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