TORNA ALLA HOMEPAGE

 

 

 

 

Bolzano, ribaltata in appello l'assoluzione

 per il prete accusato di pedofilia

 

Bolzano, 17 apr. (Adnkronos) - Sette anni e mezzo di reclusione e 500 mila euro di risarcimento alla parte lesa (la ragazza che lo ha accusato a seguito dei ricordi emersi dopo una lunga psicoterapia); 100 mila euro di risarcimento ad ognuno dei genitori; 60 mila euro di rimborso per le spese di costituzione di parte civile; interdizione perpetua dai pubblici uffici. Questa, la condanna inflitta dalla Corte d'Appello di Bolzano, dopo 8 ore di camera di consiglio, a don Giorgio Carli, riconosciuto colpevole di violenza sessuale continuata nei confronti di una sua parrocchiana che, all'epoca dei fatti, aveva 9 anni. La sentenza ribalta quella di primo grado, che aveva assolto il sacerdote.

''Si tratta di una sentenza coraggiosa che fa giustizia'', ha detto l'avvocato della parte civile, mentre ''sconcertati'' si sono dichiarati, invece, i due legali della difesa. La Curia vescovile di Bolzano e Bressanone, in un asciutto comunicato afferma: ''E' con grande tristezza che apprendiamo della condanna di don Giorgio Carli. I difensori - dice la Curia - hanno già preannunciato il ricorso in Cassazione''.

 


 

Era stato arrestato tre anni fa dopo la denuncia di una minorenne
che con l'aiuto degli psicanalisti aveva 'ricordato' le violenze subìte


Bolzano, assolto il prete
accusato di pedofilia



BOLZANO - Don Giorgio Carli, sacerdote bolzanino di 43 anni, è stato assolto, "perché il fatto non sussiste". Il religioso era accusato di violenze sessuali nei confronti di una sua parrocchiana, minorenne all'epoca dei fatti. Con l'assoluzione di don Carli si conclude un processo controverso, basato sulle dichiarazioni della vittima da un lato e - come è stato sottolineato dalla difesa - senza precise prove circostanziate dei fatti.

"E ora posso andare a leggere la messa?": questo l'unico commento del sacerdote, cappellano di una parrocchia di don Bosco, popoloso quartiere di Bolzano, che era stato arrestato a luglio di tre anni fa. Alla base dell'inchiesta, una querela presentata dalla ragazza stessa. I fatti denunciati dalla giovane sarebbero riemersi nella sua memoria dopo una serie di trattamenti presso psicanalisti, che avrebbero rimosso i blocchi psicologici che le impedivano di ricordare compiutamente i fatti accaduti nella sua infanzia.

Proprio sulle modalità del ricordo della giovane si sono incentrate le varie fasi del processo, con la difesa del sacerdote che più volte ha sottolineato che non vi è alcuna prova che possa documentare i fatti ipotizzati. Da ultimo, gli avvocati del sacerdote avevano presentato alla corte quello che avevano definito il loro "asso nella manica": una perizia di un medico nella quale si certifica che il prete, a causa di una fimosi, in età giovanile era stato circonciso.

Questa circostanza - aveva sottolineato la difesa - non emerge però dalle dettagliate descrizioni dei presunti abusi subiti fatte dalla donna, sia nel testo della querela, sia in numerose udienze a porte chiuse di fronte alla corte.


Nel corso del processo era stato sentito anche il vescovo locale, monsignor Wilhelm Egger, che aveva ribadito la propria, assoluta stima nei confronti del sacerdote. Da parte del procuratore Cuno Tarfusser e dal sostituto Donatella Marchesini era stato rivolta alla curia bolzanina l'accusa di avere voluto, durante le fasi del processo, in qualche modo 'proteggere' il sacerdote.

Don Carli ha 43 anni ed è divenuto sacerdote subito dopo avere terminato gli studi superiori. Prima del processo svolgeva la sua attività in veste di cappellano della parrocchia di Don Bosco, curava una rubrica quotidiana sull'emittente locale della Curia "Radio Sacra Famiglia",' ed era molto noto nel mondo cattolico locale proprio per l'organizzazione di spettacoli e altre attività che coinvolgono il mondo giovanile.

"Con questa sentenza è finito un incubo" ha dichiarato, dopo la decisione della corte, il difensore di don Carli, l'avvocato Alberto Valenti. Non ha voluto commentare la sentenza il pm Donatella Marchesini che invece ha abbracciato a lungo la donna che al momento della lettura della sentenza è scoppiata in lacrime. L'avvocato di parte civile, Alberto Loner, ha detto: "Leggeremo le motivazioni della sentenza. Noi abbiamo compiuto una battaglia giusta che porteremo avanti".

(20 febbraio 2006)

 

Questo, invece, è il comunicato stampa emesso dalla Diocesi di Bolzano:

Con grande soddisfazione e sollievo il Vescovo, i sacerdoti e la comunità diocesana hanno accolto la sentenza di assoluzione di don Giorgio Carli dall’accusa di abuso sessuale su una minorenne. In tutto questo tempo non è mai mancata la certezza della non-colpevolezza di don Giorgio, ma vedere riconosciuta l’innocenza anche dal giudizio del Tribunale riempie di una gioia piena e liberante.

È stato certamente un periodo di grande sofferenza per don Giorgio e per la comunità diocesana.

Don Giorgio ha dato l'esempio di grande serenità e semplicità evangelica e francescana. La comunità gli ha espresso e esprime la sua stima e vicinanza, come il vescovo l’ ha sempre espressa.

Ci auguriamo che le ferite inferte possano guarire presto.

Bolzano, 20 febbraio 2006