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da: "QUOTIDIANO NAZIONALE"

 

24 Maggio 2006

 

"Io, accusato senza prove.

Era soltanto una calunnia,

ma adesso la gente mi odia"

 

"Infangato da due alunne alle quali avevo dato una valutazione negativa.

Gli ispettori hanno chiarito che sono io la vittima."

 

 

Cinque anni sotto il pesante schiaffo della maldicenza. E non è ancora finita. Lo hanno accusato di pedofilia, senza prove, sulla base di segnalazioni anonime, insinuazioni, sia ben chiaro, rivelatesi ben presto inconsistenti.
Eppure, nonostante un'ispezione ministeriale sollecitata dal Csa (l'ex provveditorato agli studi) abbia completamente scagionato l’insegnante di educazione fisica, per la gente di Zocca quell'ombra infamante rimane e inutili fino ad oggi si sono rivelati i tentativi di cancellarla.

Una vita sconvolta

L'avventura paradossale, sicuramente contorta e mai gestita dalle autorità scolastiche, che ha sconvolto la vita dei prof di ginnastica bolognese di ruolo all'istituto comprensivo 'Martiri della Libertà, nella terra che ha dato i natali a Vasco Rossi, inizia alla fine dei 2001, quando nella provincia di Modena non si sono ancora spenti gli echi della oscura e drammatica storia giudiziaria che ha avuto come vittima, fra gli altri, don Govoni, il parroco nella Bassa ingiustamente accusato di pedofilia e satanismo e riabilitato solo post mortem assieme ad altri sette dei quindici imputati che furono condannati in primo grado di giudizio.

Come si ricorderà il 'prete camionista', così lo avevano ribattezzato i suoi parrocchiani, morì di crepacuore nello studio dei suo legale a pochi giorni dalla requisitoria dei PM.


Il caso che ha segnato invece Giuseppe Minozzi, 50 anni, sposato e padre di famiglia, prof alle medie e titolare di una palestra a Crespellano, inizia il 7 novembre 2001.
L'insegnante racconta di essere stato convocato dal preside della scuola in cui presta servizio per essere informato che a suo carico, secondo le informazioni riferite da un funzionario del provveditorato di Modena, pendevano alcune segnalazioni anonime che lo accusavano di pedofilia.
"Mi disse - ricorda Minozzi che esistevano testimonianze di alunni, che non era la prima segnalazione di questo genere nei miei confronti e pertanto consigliava di rivolgermi immediatamente a un avvocato perchè la mia situazione era gravissima.
Sconvolto e disorientato sono rimasto 40 minuti in auto, tremante, nel piazzale della scuola. Non sapevo se togliermi la vita o tornare a casa e affrontare la mia famiglia, alla quale avrei dovuto cercare di spiegare cosa mi fosse capitato tra capo e collo".

Sete di giustizia

Superato l'iniziale shock il professore chiede di poter chiarire immediatamente la sua posizione.
Nell’accusa, fra l'altro, si farebbe riferimento a fatti e specifici episodi. L'insegnante riesce a capire da chi possono essere partite quelle pesantissime accuse e scopre che le alunne che sarebbero state oggetto della sua supposta attenzione morbosa, non erano a scuola la giornata incriminata.
L'uomo non si dà pace, raccoglie testimonianze e si muove in tutte le direzioni praticabili per ottenere una piena riabilitazione dalla calunnia, ma è proprio a questo punto che l'intera vicenda si complica, stemperandosi in incubo.

Agli atti non risultano denunce circostanziate e l'ispezione ministeriale, dopo nove mesi, ha stigmatizzato pesantemente il comportamento dei dirigenti scolastici nei confronti dell'insegnante di ginnastica. Il 10 luglio 2003 l'ispettrice ministeriale Elvira Nota ha concluso il suo rapporto evidenziando che "nelle procedure di segnalazione non suffragate da alcuna lettera scritta e firmata da genitori, non possono non ravvisarsi un carattere di generale, grave superficialità e la mancanza di elementari forme di prudenza".
Minozzi, che vuole riscattare completamente la propria immagine, ha denunciato per calunnia tre dirigenti scolastici (che smentiscono, in contrasto con altre testimonianze, di aver mai parlato di pedofilia) ma dopo aver ottenuto due richieste di archiviazione dal PM della procura modenese Carlo Manzella, si trova ora davanti al giudice di pace.
La riabilitazione che sogna ancora non arriva perchè tra aggiornamenti e rinvii, dopo sei udienze, il nuovo appuntamento è fissato per il 3 luglio.

La lettera a Ciampi

In aprile l'insegnante si è rivolto con una lunga lettera anche al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ma anche questa iniziativa disperata è caduta nel vuoto.
Il professor Minozzi si è fatto anche una precisa idea sul perchè un addebito tanto ignobile, quanto falso,si sia abbattuto proprio sulla sua persona: "E’ pazzesco: la causa di tutto sono le valutazioni insufficienti che nel primo quadrimestre ho attribuito a due alunne. A una delle due ho dato un '”non classificato”, perchè non aveva il numero minimo di presenze alle mie lezioni perchè io potessi esprimere un giudizio".
 

 

SOLIDARIETA': Sindacalista difende l'insegnante:

vicenda kafkiana



Un brav’uomo ingiustamente alla gogna da 5 anni



MODENA – “Quando il professore ci ha presentato la sua situazione siamo rimasti allibiti. Ovviamente prima di esporci come sindacato abbiamo fatto delle verifiche, ma dopo gli opportuni riscontri e raccolti tutti gli elementi utili a capire cosa potesse essere successo, la vicenda ci è parsa davvero kafkiana”.
È Cinzia Cornia, la sindacalista della FIc-Cgil di Modena che ha firmato la lettere di accompagnamento al presidente Ciampi dei memoriale inviato dal professor Giuseppe Minozzi, non usa mezzi termini per definire una storia così dolorosa e paradossale.
”Una persona onesta, che ha servito la comunità scolastica in una posizione di responsabilità, vittima di calunnia e diffamazione, a distanza di anni non trova ancora giustizia.
Questo insegnante è stato accusato ingiustamente, ma la cosa si trascina da cinque anni e in un piccolo paese come Zocca tutti continuano a crederlo colpevole.”
Il professore Minozzi sostiene che all'origine di questa storia ci siano due valutazioni negative in pagella.
E' possibile?, chiediamo alla signora Cornia. “Non voglio entrare nel merito – risponde - ma posso dire che la scorsa settimana siamo incorsi in una vicenda analoga: due ragazzine hanno accusato di molestie un insegnante, poi si è scoperto che si erano inventate tutto perchè avevano preso una nota sul registro da quel docente”.