TORNA ALLA HOMEPAGE

 

 

 

 

Accusa di abusi il padre, MA POI

RITRATTA IN AULA: "MI NEGAVA IL COMPUTER"
 

Accusato di violenze sulla figlia: assolto 

A CINQUE ANNI DALLA DENUNCIA «PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE» 

 


Per sette mesi ha subito gli arresti domiciliari, ma soprattutto l'ombra dell'accusa di avere abusato sessualmente della figlia, sebbene avesse urlato da sempre la sua innocenza.

Un incubo per L.T., tranquillo impiegato veneto di 40 anni.

Ma ieri la verità é venuto a galla con la confessione della ragazza, ora 17enne ma 13enne all'epoca dei fatti e pertanto non perseguibile oggi per calunnia, che ha ammesso candidamente di avere denunziato il genitore per ripicca.

"Non é vero che mi violentava, non é vero che ho subito molestie ed abusi da mio padre; mi sono inventata tutto perché ero arrabbiata con lui.
L'ho voluto punire perché non mi voleva dare il computer"

ha dichiarato la giovane davanti ad un attonito Arturo Toppan, Presidente del Collegio Giudicante, che alla fine della confessione l'ha ripresa severamente e l'ha invitata a riflettere sul peso che le parole possono avere sulla vita di una persona.

Alla luce di questa confessione lo stesso PM, Roberta Gallego, ha chiesto l'assoluzione per l'uomo.

Tra un mese, alla pubblicazione della sentenza, i legali di L.T. decideranno come se e come procedere per tutelare gli interessi del loro assistito.