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Il Grooming

 A cura della dr.ssa Sara Pezzuolo

 Con tale termine che deriva dall’inglese (to groom: avere cura) si intende la tecnica utilizzata dai cyber pedofili per adescare e manipolare il minore inducendolo a superare le eventuali resistenze poste in essere o a tacere dopo l’abuso.

Tale tecnica è utilizzata prevalentemente nell’ambito di internet: chat, forum etc.

La tecnica del grooming consiste in diverse fasi che vanno dalla selezione della vittima (l’adulto inizia, tra i tanti minori, a prediligere quello in particolare e su di lui sarà intento a riporre le sue attenzioni) a livelli successivi.

In generale, secondo alcuni studiosi, esso può essere così suddiviso:

-         fase del friendship forming stage (fase della creazione dell’amicizia): l’abusante cerca dopo, aver scelto la sua vittima, di creare un rapporto esclusivo con la medesima. In questa fase può richiedere foto, informazioni etc. anche per avere la certezza che effettivamente ha stabilito il contatto con un minore a lui consono;

-         fase del relationship forming stage (fase della creazione della relazione): una volta che il cyber pedofilo ha creato l’amicizia con il minore tenta di diventare il suo migliore amico affrontando tematiche care al minore tipo la scuola, gli hobbies, cosa gli piace etc. assumendo, quindi, informazioni in merito alla vita privata del medesimo;

-         fase del risk assesment stage (fase della valutazione del rischio): in questa fase l’adulto cerca di comprendere i presunti rischi connessi al suo adescamento. Cerca, quindi, di comprendere in che ambiente della casa si trova il computer al quale ha accesso il minore se, ad esempio, in una stanza o in luogo di passaggio, cerca di comprendere eventuali ritmi e orari dei genitori del minore per ovviare ad un eventuale loro controllo o presenza etc.;

-         fase dell’exclusivity stage (fase dell’esclusività): in questa fase il cyber pedofilo cerca una conferma del proprio “lavoro” effettuato sul minore fino a questo momento. Egli cerca così di comprendere il grado di fiducia che si è instaurato tra lui e la vittima, analizzando quanto e in che modo il minore si sento libero e si confida con lui;

-         fase finale del sexual stage: in questa fase l’adulto “chiude il cerchio”. Una volta concluse tutte le fasi precedenti, l’adulto, inizia ad indagare la sfera sessuale del minore mettendo in atto strategie diverse a seconda del minore. Solitamente si è soliti introdurre l’argomento mostrando al minore foto pedopornografiche in cui i minori vengono fatti sorridere per dare l’impressione che, ciò che si propone di fare, è una cosa normale e divertente. In altri casi la strategia dell’abusante può essere quella di incontrare direttamente il minore. Il fatto poi che, il minore adescato, venga egli stesso ritratto in foto permette al cyber pedofilo, con la minaccia, di ottenere il silenzio del minore; 

A ben vedere, il grooming, è una forma di approffittamento della fiducia del minore attraverso la creazione di una comunicazione a distanza con la scopo, l’obiettivo ed il fine di realizzare delitti di natura sessuale.

Dal punto di vista giuridico a Lanzarote (25 ottobre 2007) è stata sotoscritta la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali la quale  impegna gli Stati membri del Consiglio d’Europa a modificare la loro legislazione penale in materia di sfruttamento e di abusi sessuali nei confronti dei minori. La finalità di tali modifiche è armonizzare le normative nazionali, in modo da evitare che gli Stati dotati di una legislazione meno rigida possano essere scelti come luogo per commettere delitti di natura sessuale”. In Italia tale proposta è stata approvata dalla Camera con il disegno di Legge n. 2326 ponendo attenzione a tematiche che non concernono più solo il turismo sessuale, la pedopornografia ma abbracciano anche questa nuova tipologia di reato che consiste nell’adescamento dei minori attraverso internet.

“Aggredire i patrimoni delle organizzazioni che sfruttano e lucrano sui più piccoli prevedendo la confisca dei beni, consentire la denuncia e l’arresto di chi avvicina via web i nostri bambini, permettere alle vittime di denunciare il proprio aguzzino anche da adulti grazie al raddoppio dei termini di prescrizione per il reato di violenza sessuale su minore. Sono queste le misure introdotte dal governo italiano per prevenire e contrastare pedofilia e pedopornografia"[1].

"La Convenzione di Lanzarote, recepita dal Consiglio dei ministri nel febbraio dello scorso anno e in attesa del via libera definitivo del Senato, rende ancora più completa la normativa italiana, che è tra le più severe al mondo. Con queste tre modifiche intendiamo colpire chi si arricchisce sulla pelle dei nostri figli, arrestare il fenomeno dell’adescamento via internet e far sì che un reato così inaccettabile non possa cadere in prescrizione perché la ferita di una violenza sessuale, magari consumata in famiglia, non si rimargina mai"[2].

Data la pericolosità del fenomeno in questione è importante adottare alcune regole[3]:

-         insegnare ai minori che i rischi si possono trovare anche on-line. Quando si trovano on-line bisogna fare più attenzione perché sono “nascosti”. Ad esempio una persona si può fingere amico e coetaneo quando invece non lo è;

-         insegnare ai propri figli che è importante non dare informazioni personali a qualcuno che non si conosce nemmeno se ci sta particolarmente simpatico e sembra un grande amico. L’amicizia virtuale impedisce di sapere effettivamente chi c’è dall’altra parte. È pertanto importante non inserire informazioni personali nemmeno sull’eventuale profilo creato per l’accesso a piattaforme;

-         se qualcuno, conosciuto in chat etc., chiede di fissare un appuntamento è importante non andare. Se proprio vogliamo andare è importante non andare mai da soli ma essere accompagnati da un adulto o da un amico più grande;

-         il minore deve sentirsi libero di poter sfogare il proprio disagio e le proprie ansie. E’ pertanto opportuno cercare di mantenere sempre un buon dialogo con il proprio figlio in modo tale da essere pronti a cogliere i sintomi se qualcosa non sta andando nella giusta direzione;

Diventa quindi fondamentale sensibilizzare gli adulti invitandoli a controllare il loro figlio quando si “aggira” su internet, non lasciandolo troppo tempo da solo davanti al monitor e adoperando delle misure preucazionali che consentano l’accesso a determinati siti e non a altri. Diventa fondamentale instaurare il dialogo insegnando la prudenza poiché anche dietro un video possono trovarsi insidie e pericoli. Bisogna tenere per mano il proprio figlio nel cammino della vita che non prevede distinzioni tra vita reale e vita virtuale.

 



[1] www.pariopportunità.gov.it;

[2] Ibidem;

[3] Per maggiori dettagli si rimanda al sito www.tiseiconnessso.it;